Fake? Il falso in mostra al museo d’arte di Tel Aviv

Quanto ci fermiamo a osservare, davvero, le opere esposte nelle mostre che visitiamo? Secondo un esperimento condotto al Metropolitan Museum of Art di New York, ognuno di noi riserva circa una trentina di secondi all’effettiva osservazione delle opere, e in questa manciata di momenti rientra anche il tempo dedicato all’approfondimento per mezzo di didascalie o audioguide. In pratica, dedichiamo un’occhiata di sfuggita a ciò che ci sta di fronte.

Photo credit www.amherst.edu
Photo credit www.amherst.edu

Basandosi su questi dati e per fronteggiare una tendenza alla fruizione superficiale, nel 2016 in Inghilterra è stato organizzato un gioco a premi televisivo che invitava il pubblico a riconoscere sette falsi d'autore sostituiti agli originali nei musei che hanno partecipato all’iniziativa. Il titolo del gioco? Praticamente lo stesso con cui il Tel Aviv Museum of Art di Israele ha invitato il suo pubblico – Fake?, visitabile fino alla fine del mese - ad apprezzare i falsi d’autore che hanno tratto in inganno esperti e critici di tutto il mondo.

La contraffazione del patrimonio culturale è da sempre uno degli aspetti a corollario dei rischi legati al mercato dell’arte, ma non per questo si tratta di un argomento privo di fascino o di reale valenza tecnica. Anzi, in passato come nel presente è un tema che affascina e attira il pubblico ed i curiosi, collezionando nomi ed aneddoti che in parte sono presentati in questa esposizione.

La mostra riporta infatti alcuni esempi di famosi falsi realizzati nell’ambiente artistico ma anche storico, letterario, archeologico e persino della moda. L’esempio più noto è certamente quello del falsario olandese Han van Meegeren, nato a cavallo del XX secolo, passato alla storia per aver realizzato diversi dipinti tecnicamente in linea con lo stile di Vermeer, creduti per diverso tempo preziosi inediti venuti alla luce dopo secoli di occultamento. Il fascino delle gesta di van Meegeren risiede ancora oggi nella cura con cui egli si esercitò per mettere a punto la sua truffa: egli ricopiò a lungo e fedelmente le opere di Vermeer, impadronendosi attraverso la pratica non solo delle tecniche, ma anche dell’occhio con cui il Maestro dipingeva i panneggi, gli interni, le nature morte. Riuscì a far riconoscere le sue tele come originali da molti critici ed esperti non solo per le loro fattezze, ma anche perché utilizzava come supporti vecchie tele del '600 da cui asportava il colore, e perché non fece mai l’errore di usare pennelli con setole “moderne” oppure colori che non fossero realizzati seguendo le ricette tratte dal manuale di De Vild sulle tecniche e i materiali adoperati da Vermeer. Si spinse persino alla contraffazione della polvere presente nelle fessurazioni della pellicola pittorica, appositamente inserita per invecchiare il dipinto. Forse la sua truffa non sarebbe stata scoperta – fino a prova contraria – se non fosse stato costretto ad autodenunciarsi per salvarsi da un altro crimine per cui venne giustamente arrestato: aver mercanteggiato con i nazisti. Nonostante il raggiro, le sue qualità di pittore sono innegabili, ed oggi in mostra a Tel Aviv sono esposte opere di van Meegeren presenti in tre importanti collezioni museali danesi.

Particolarmente efficace, seguendo il percorso espositivo, risulta essere la scelta di mettere a confronto alcune opere originali e le loro – fedeli – imitazioni, a dimostrazione che non solo tele, ma anche banconote e monete, documenti falsi, orologi di marca e borse, statue e spartiti musicali, ceramiche e oggetti in avorio, sono riproducibili nei minimi particolari.

Una mostra che spinge dunque a riflettere sulla nostra capacità di osservare i dipinti con la dovuta attenzione e curiosità, alla ricerca dei dettagli e delle pennellate particolari così come delle incisioni, della scelta del colore e della luce. In una parola, una riflessione che riporta l’accento sulla concentrazione che merita la visita di una mostra, un invito a rallentare e vivere i tempi della fruizione come un regalo ed un momento di arricchimento, anziché un obbligo.

@benedettabodo

Fake?

30 settembre 2016 - 22 aprile 2017

Tel Aviv Museum of Art, Israele

http://www.tamuseum.org.il/about-the-exhibition/fake-

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