Giochi di luce e realtà simulate. Olafur Eliasson al Moderna Museet di Stoccolma

Olafur Eliasson, artista danese classe 1967, vanta uno dei primati più sorprendenti dell’arte contemporanea: l’opera che lo ha consacrato come artista tra i più noti al grande pubblico - la sua famosa installazione, The Weather Project, un tramonto tra le pareti della Turbine Hall di Londra - ha richiamato nel 2003 oltre due milioni di visitatori in meno di 6 mesi, facendone la mostra di artista vivente più partecipata nella storia.

Photo Credits: Model room, 2003. © 2003 Olafur Eliasson e Einar Thorsteinn. Installazione al Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk, Denmark, 2014. Foto: Anders Sune Berg. Courtesy of Moderna Museet.
Photo Credits: Model room, 2003. © 2003 Olafur Eliasson e Einar Thorsteinn. Installazione al Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk, Denmark, 2014. Foto: Anders Sune Berg. Courtesy of Moderna Museet.

Al momento non vi sono dati che attestino che Eliasson sia stato scalzato dal primo gradino del podio, in compenso nell’ultimo decennio ha sicuramente continuato a far parlare di sè per le sperimentazioni congiunte di arti visive, architettura, design e paesaggio, unite in un’ottica soggettiva di riscoperta in cui apparenza, realtà e verosimile si combinano con grazia e poesia.

Non è un caso quindi che il Moderna Museet di Stoccolma abbia organizzato una grande personale dedicata a Olafur in collaborazione con ArkDes, Centro Svedese per l’Architettura ed il Design, concentrando l’attenzione sulla ricerca dell’artista più espressamente dedita alla comunicazione tra l’ambiente, l’arte e il visitatore, ricerca che Eliasson traduce in sorprendenti installazioni site-specific, videoarte, fotografia e progetti di design. Matilda Olof-Ors, curatrice dell’evento, presenta quindi Reality Machines, un ventaglio di installazioni che, come sempre, stravolgono lo spazio espositivo combinando luci, colori e sensazioni.

Olafur Eliasson da circa vent’anni è conosciuto proprio per l’alto tasso di coinvolgimento emotivo con cui il pubblico risponde alla visione delle sue opere, il cui segreto sembra l’equilibrio perfetto tra scienza e natura, tra artificiale e surreale, istinto e cultura. La parola chiave di ogni lavoro è la Percezione. Sfruttando moderne tecnologie e scenografie complesse, Eliasson mette in evidenza il fascino genuino degli elementi naturali, come la luce, l’acqua o il calore, ponendo il pubblico al centro dello scenario che ha costruito, perché reagisca agli stimoli cui lo sottopone. L’intenzione ultima, il filo conduttore di tutte le sue opere? Fare in modo che l'uomo ritrovi se stesso in questi ambienti che esaltano la natura attraverso l’artifizio, creando sapienti giochi di luce e di prospettiva, muovendo la scienza a favore dell’ecologia. L'uomo al centro dell'ambiente dunque, per quanto ipertecnologico possa essere diventato nella realtà odierna, nella speranza che riscopra la natura e la vita.

Si capisce quindi come gli spazi espositivi siano alla base della scelta dell’artista, poiché è appositamente in questi luoghi che Eliasson realizza le sue installazioni e ambienta le sue sculture. Il Moderna è un simbolo sia in quanto istituzione nota per i tratti sperimentali del suo programma, sia per la sua collocazione, una sorta di santuario distaccato dalla città, situato su un’isola e collegato alla capitale da un lungo ponte. Il feeling con questi spazi per Olafur è stato immediato, e non poteva esistere scenario migliore per ambientare una ventina di opere che ripercorrano parte dei suoi esordi, dai primi anni Novanta, fino ai lavori dei giorni nostri, compresa Model Room, una delle opere chiave dell’artista danese, acquisita in quest’occasione dal Moderna. Si tratta di un archivio tridimensionale realizzato con uno dei suoi storici collaboratori, l’architetto Einar Thorsteinn, un contenitore unico che l’artista ha continuato ad aggiornare nel tempo, raccogliendovi i modelli realizzati per tutti i suoi lavori.

Una perfetta sintesi dell’essenza di Olafur, riassunta altrettanto bene nelle parole di Paul Virilio, urbanista e filosofo “Il lavoro di Olafur Eliasson si colloca oltre la land art, come tentativo di irrompere nella profondità ottica delle apparenze [...] I suoi lavori silenziosamente ci reintroducono nel mistero dell'apparizione che condiziona tutto ciò che è verosimile.”

@benedettabodo

Olafur Eliasson – Verklighetsmaskiner/Reality machines

3 ottobre 2015 – 17 gennaio 2016

Moderna Museet Stoccolma

www.modernamuseet.se

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