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Heman Chong. Libere interpretazioni alla RockBund Art Museum, Shanghai

Il Rockbund Art Museum di Shanghai è stato definito il futuro Guggenheim mondiale, il punto di arrivo del tracciato dell’arte contemporanea tra Stati Uniti e Asia. Primo museo di arte contemporanea cinese, ha aperto i battenti nel 2010 e in poco tempo ha centrato il primo obiettivo prefissato, ovvero quello di riqualificare l’area urbana limitrofa, abbandonata a sé stessa.

Inutile precisare che in una manciata d’anni la situazione si è ribaltata al punto che l’azienda tedesca del lusso Hugo Boss ha investito il museo del ruolo di istituzione di riferimento per il prestigioso Hugo Boss Asia Art Award, premio biennale che si concentrerà sull’arte contemporanea in Asia, con particolare attenzione a Cina, Taiwan, Hong Kong e Macao.

In questi sei anni, il Rockbund Art ha invitato diversi artisti internazionali a presentare le proprie opere, ma il cuore dei progetti espositivi batte in particolar modo per il connazionali. "Ifs, Ands, or Buts” - letteralmente “Senza se e senza ma" - ha inaugurato il sesto anno di attività del Rockbund Art Museum e accolto la prima personale in Cina firmata Heman Chong, artista ma anche scrittore e curatore artistico malese, tra i più famosi ed apprezzati rappresentanti della nuova guardia artistica di Singapore.

Nato nel 1977, Chong ha studiato graphic design a Singapore, temporaneamente abbandonata negli anni 2000 per Londra, dove ha conseguito un master in Communication Art and Design presso il Royal College of Art.

Famoso per i suoi video e per le sue installazioni molto articolate e dense di vissuto collettivo e quotidiano, Chong è solito lavorare in equilibrio tra la bellezza rassicurante del familiare e il trauma della perdita dello stesso.

L’installazione God bless Diana riassume perfettamente la ricerca di Chong: nel 2004 egli ha selezionato 550 immagini dal proprio archivio fotografico personale (migliaia di fotografie di vita comune scattate nei precedenti quattro anni) e le ha fatte stampare su cartoline. Queste sono state messe in vendita all’interno di in uno spazio progettato come un piccolo negozio aperto per i visitatori, i quali erano invitati ad acquistarle e a spedirle ai propri cari. Questo particolare progetto di Chong sottolinea il costante movimento contemporaneo e presenta gli oggetti come elementi totemici che testimoniano arrivi e partenze, che conferiscono identità e contribuiscono a frammentarla, a perderla.

“Ifs, Ands, or Buts” presenta sette opere inedite, commissionate appositamente dal Rockbund Art Museum, con le quali Heman Chong gioca un nuovo gioco di equilibrio, questa volta tra parole e immagini evocate, tra realtà e fantasia. Tra queste, segnaliamo l'installazione che inaugura il percorso espositivo, dal titolo Legal Bookshop (Shanghai), per cui Chong ha fatto togliere il negozio di souvenir e del museo e vi ha allestito invece una libreria, dove i libri acquistabili dai visitatori sono a loro volta stati selezionati dall’avvocato Ken Liu, pluripremiato autore e traduttore di narrativa. Ken Liu è stato invitato da Chong a selezionare tutti i libri che parlano di legge e dell’idea della stessa, compresi quindi i libri di narrativa e saggistica, ed ovviamente l’invito alla riflessione su quali fili legano il concetto di legge è automaticamente esteso ai visitatori.

@benedettabodo

Heman Chong. Ifs, Ands, or Buts

Rockbund Art Museum

23 gennaio - 3 maggio 2016

http://www.rockbundartmuseum.org/

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