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I luoghi della cultura e della memoria. Piero Pizzi Cannella alla Fondazione Pastificio Cerere a Roma

Tutti i luoghi hanno una propria memoria, sono custodi di avvenimenti che insieme raccontano una storia e contribuiscono a delineare personaggi e situazioni che a loro volta hanno influenzato il corso di altri eventi. Nel caso del Pastificio Cerere di Roma - dedicato alla dea delle messi, costruito nell’Italia dei primi del Novecento per ospitare una delle prime semolerie-pastifici industrializzati del Paese – si tratta di una storia lunga un secolo, condita di tanti ingredienti apparentemente slegati tra loro, il cui sapore è eccezionale.

Interno, 2015, tecnica mista su tela, cm 207x306. Photo Credit: Andrea Musico
D’altronde, chi poteva immaginare che un luogo così isolato dal centro culturale della capitale, con un progetto iniziale così lontano dall’essere una fabbrica di cultura, potesse oggi essere conosciuto per la più alta concentrazione di esponenti delle arti visive dell’Europa Meridionale? Infatti, dimessa la produzione di pasta nel 1960, la fabbrica è stata trasformata e ripopolata in pochi anni dagli artisti del Gruppo di San Lorenzo, pittori e scultori che hanno installato i propri atelier nei locali dell’ex Pastificio Cerere.

Il momento cruciale di transizione da industria a luogo di produzione e diffusione dell’arte contemporanea fu sancito da Achille Bonito Oliva nell’estate del 1984, quando il critico aprì le porte del Pastificio alla mostra Ateliers, che altro non fu se non l’apertura fisica degli spazi dove abitavano e lavoravano principalmente gli artisti Nunzio, Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Marco Tirelli e Piero Pizzi Cannella.

Proprio quest’ultimo, chiamato ad omaggiare i dieci anni di attività della Fondazione Pastificio Cerere con gli altri cinque colleghi fondatori del Gruppo di San Lorenzo, ha risposto all’invito organizzandovi la propria personale da titolo Interno via degli Ausoni. Un riconoscimento nei confronti del luogo e del suo ruolo di fucina per la formazione di nuove generazioni di artisti, ma anche delle solide fondamenta gettate dai precursori del progetto artistico, i quali hanno risposto come Pizzi all’invito ad esporre, progettando ognuno una mostra che tracciasse i rispettivi percorsi e sottolineasse il proprio ruolo all’interno della storia del Pastificio.

Piero Pizzi Cannella ad esempio, è nato nel 1955 nei pressi della capitale e fin da bambino si confronta con la pittura, proseguendo, all’Accademia di Roma, con la manipolazione dei materiali. Risale agli anni Settanta il suo trasferimento all’ex Pastificio ed è nel 1978 che presenta la prima personale ed anche la sua prima scultura, benchè sia solito dire “Non nasco come scultore. La scultura è un mio amore segreto, che non merito.”

Attraverso la mostra Interno via degli Ausoni l’artista sceglie di ripercorrere momenti cardine della sua vita e della sua carriera, trentacinque anni di percorsi intrecciati a questi luoghi che egli condivide con affetto con il pubblico. Una mostra intima, giocata sulla memoria e la sospensione, scandita da opere che paiono affiorare da un ricordo, dalle profondità della mente.

La mostra si compone di una tela di grandi dimensioni, un’anfora in bronzo della serie La Fontana Ferma, installazione fortemente legata all’ex Pastificio, e da una serie di disegni su carta, presentati insieme per la prima volta.

Dice Pizzi Cannella dell’ex Pastificio “Un esempio di come sia possibile trasformare l’idea di arte, un’idea legata al canone estetico, al bello, e unirla ad una vita in armonia con gli amici, che per un certo momento qui è stata possibile. C’era l’atmosfera giusta per stare insieme, c’erano non solo artisti ma anche scenografi, compagnie teatrali. È stata una crescita fortunosa.”

@benedettabodo

Piero Pizzi Cannella. Interno via degli Ausoni

Fondazione Pastificio Cerere, Roma

21 gennaio – 5 marzo 2016

www.pastificiocerere.com

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