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Il fascino dell’incompiuto. L’arte nel non-finito in mostra alla Courtauld gallery di Londra

L’estate londinese è ufficialmente iniziata, parola della Courtauld gallery. É infatti tradizione della prestigiosa galleria della capitale -ospitata nella Somerset House,uno degli edifici inglesi Settecenteschi più eleganti della città - inaugurare la stagione estiva con un’esposizione focalizzata su un nucleo di opere della collezione dell’omonimo imprenditore britannico.

Photo credits http://mediacentre.kallaway.co.uk/

Mercante di successo nel campo tessile nella Londra di fine Ottocento, Samuel Courtauld divenne un mecenate delle Belle Arti fin dagli anni Trenta del Novecento, da una parte sostenendo grandi istituzioni museali e associazioni culturali, dall’altra acquistando opere d’arte antiche e contemporanee. Infatti, la sua collezione spazia dal primo Rinascimento fino al XX secolo, ed è impreziosita da opere di grandi artisti italiani e internazionali, benché a renderla impareggiabile sia la grande raccolta di dipinti impressionisti e post-impressionisti.

La curatrice Karen Serres, responsabile dell’esposizione estiva 2015, ha scelto di mostrare al pubblico una selezione di lavori della collezione accomunati da un particolare, ovvero essere rimasti – più volontariamente che meno – incompiuti. Si parla di volontà perché il non-finito, apprezzato fin dai tempi delle sculture senili di Michelangelo, finì per acquisire nell’arte moderna un’identità espressiva legata al concetto di forma e al suo superamento, diventando quindi una scelta stilistica a tutti gli effetti.

L’impressionismo in particolare promosse una pittura libera da contorni e disegni, da tecnica e formazione, investendo nella costruzione di spazi caratterizzati dal colore e dal dinamismo delle pennellate, ma anche da vuoti sapientemente bilanciati, la cui forza è indubbia e affascinante.

La sensazione di ammirare ad un livello più intimo il lavoro dell’artista - attraverso porzioni di disegni preparatori lasciati visibili -, lo stimolo ad immaginare come avrebbe completato il lavoro, il mistero legato alle ragioni di una scelta compositiva del genere, esercitano un fascino magnetico sull’osservatore.

E' il caso dell’opera Cinquecentesca di Perino del Vaga, rappresentante una Sacra Famiglia in cui solo il Bambino e parte del San Giovanni Battista trovano completamento nel colore, ma i cui tratti a china su tavola rendono le fattezze della Madonna incantevoli. Mentre, parlando di impressionisti, si trovano in mostra una Dama con parasole tratteggiata con pennellate scure da Degas; un profilo femminile ad opera di Manet che sfugge lo sguardo dell’osservatore, proteso verso la serata danzante verso cui idealmente si avvierà a breve; un paesaggio sfumato in tocchi di vuoto e colore realizzato da Cézanne.

Un’esposizione che lascia molto spazio alla valutazione ed elaborazione individuale, ponendo il singolo di fronte a una forma di rappresentazione difficile da definire e catalogare. Una riflessione che troverà pace nel piacere suscitato dall'opera d'arte che, secondo il critico Gilbert Lascault, risiede proprio “nello sfumato, nello sfilacciato, nel disperso, nell'impuro, negli abbozzi di descrizioni di particolarità che si rifiutano di venire generalizzate".

@benedettabodo

Unfinished… Works from TheCourtauld Gallery"

18 giugno – 20 settembre 2015

https://www.courtauld.ac.uk/GALLERY/Unfinished.shtml

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