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Juan Gris ed il cubismo come finestra sul mondo. Museo delle Belle Arti di Granada

L’Alhambra di Granada, una grandiosa piccola città rosa fortificata, crocevia di azulejos, legno e stucchi cesellati in stile moresco, racchiude in 100.000 metri quadrati tesori architettonici da togliere il fiato, ma non solo. Il Museo delle Belle Arti di Granada ha infatti trovato posto nelle sale del grandioso Palazzo di Carlo V, un edificio in pieno stile rinascimentale che occupa con prepotenza un posto d’onore all’interno del famoso sito Unesco. Nelle sale del Museo, in un sorprendente effetto matrioska, fino al 29 febbraio trova spazio la mostra dal titolo Colección Cubista de la Fundación Telefónica, incentrata su uno dei più famosi movimenti avanguardistici dell’arte moderna e già presentata al Bilbao Fine Arts Museum (2013) e al Museo delle Belle Arti di Siviglia (2014).

Juan Gris, La fenêtre aux collines (1923)

Fulcro e protagonista della collezione di proprietà della maggiore compagnia telefonica spagnola, il pittore madrileno José Victoriano González - più noto con il nome d’arte di Juan Gris - presente nel percorso espositivo con undici tele di diverse dimensioni. Approdato nella Parigi di inizio Novecento, il diciannovenne pittore spagnolo entrò subito in contatto con gli artisti più conturbanti dell’epoca, da Matisse a Modigliani, da Braque e Picasso – a questi ultimi si deve il suo maggior condizionamento in termini stilistici - fino a Fernand Léger, con cui portò avanti quasi in parallelo studio ed evoluzioni particolari del concetto di Cubismo.

Infatti, le opere di Gris mostrano con il passare degli anni un chiaro interesse per la sperimentazioni in più fasi del controverso movimento, noto per la sua pittura rivoluzionaria, priva per la prima volta di limiti sensoriali, nuovo strumento di definizione del mondo moderno.

Nel primo decennio del Novecento le tele di Gris accoglievano oltre al pigmento anche fogli di giornale, più precisamente il quotidiano Le Matin, ma anche spago e via dicendo, ovvero materiali utili a rendere lo spazio dipinto vagamente tridimensionale e sicuramente più vivido, incoraggiando l’occhio dello spettatore a viaggiare su piani, linee e colori non usuali, alla ricerca di un ritmo indipendente e di una ricostruzione personale. Le sue tele nascondono in realtà giochi e simboli, correlazioni di forme e figure che conferiscono ora rigore e complessità, ora plasticità e sensualità alle sue opere. Fino ai primi anni Venti, quando l’artista modifica il suo approccio mostrando una nuova morbidezza nella scelta dei colori oltre che nelle geometrie dei piani, come mostra chiaramente l’opera La fenêtre aux collines (1923). In questa tela, le linee nette dell’interno di una stanza si mescolano con i pendii del paesaggio fuori dalla finestra, in un’armonia di intenti ed indagini che, anziché averlo spinto ad esplorare altre forme di pittura come molti altri artisti suoi coetanei, sottolineano la totale devozione all’avanguardia cubista fino alla sua morte, avvenuta nel 1927.

 L’esposizione, attraverso 39 opere, racconta in una prima area tematica ed attraverso un video molto ben articolato il percorso artistico di Juan Gris, per poi introdurre un confronto tra le sue opere e la visione degli altri artisti che vissero la potenza del movimento cubista e della Parigi di quegli anni, come Metzinger e Marcoussis, Lhote e Valmier. In ultimo, il lavoro di Gris viene associato all’evoluzione internazionale del movimento cubista, sottolineando la sua importanza per la modernizzazione del mondo artistico latino americano, visibile ad esempio nelle opere dell’uruguaiano Rafael Barradas come degli argentini Emilio Pettoruti e Xul Solar.

Il dettaglio in più che emerge da questo percorso sta nella rivelazione al pubblico di come Juan Gris - nonostante la sua intraprendenza artistica sia stata fonte di ispirazione per molti artisti del suo tempo - non abbia mai fatto parte della cerchia bohèmienne dell’epoca e come non sia mai stato colto dalla frenesia di quello stile di vita che, nel bene e nel male, condizionò grandi maestri della Modernità. Egli concentrò le proprie energie nella pittura, ricercando nel cubismo armonia ed equilibrio e preferendo, come disse lui stesso “l'emozione che corregge la regola.”

Colección Cubista de Telefónica

Museo de Bellas Artes de Granada

20 novembre 2015 - 29 febbraio 2016

http://www.fundaciontelefonica.com/exposiciones/coleccion-cubista-de-telefonica-3/

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