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L’Arte collaterale. Elmgreen & Dragset all’Ullens Center for Contemporary Art di Pechino

Fondato dalla coppia di collezionisti belga Guy e Myriam Ullens, inaugurato nel 2008 nel cuore del noto quartiere artistico 798 Art District, a Dashanzi, Pechino, l’Ullens Center for Contemporary Art (UCCA) è in assoluto il primo museo privato no profit cinese. Proprio laddove arte e cultura sono e sono sempre state un monopolio di Stato, il focus del progetto è stato incentrato sulla promozione dell’arte contemporanea cinese ed internazionale. Una sfida che può considerarsi vinta, data l’incredibile risposta di pubblico.

Elmgreen & Dragset Powerless Structures, Fig.529 (detail) 2014 courtesy the artists Modern moses Courtesy the artists Photo by Anders Sune Berg

Lo spazio certamente ha giocato e gioca un ruolo decisivo, dal momento che parliamo di una grande ex-fabbrica di componenti elettronici realizzata alla fine degli anni Cinquanta da un architetto tedesco innamorato dello stile Bauhaus, la cui influenza ha permeato gli oltre 10 metri di altezza per 8000 mq totali. Restaurato in tempi recenti dal collega francese Jean-Michel Wilmotte, l’UCCA è oggi pensato per garantire massima flessibilità architettonica e assecondare la necessità di avere grandi ambienti espositivi come piccole sale raccolte, oppure, come in questo caso, una suddivisione a ricreare gli stand di una Fiera, il tutto a seconda delle esigenze di chi viene invitato ad esporre.

Gli ultimi, un paio di artisti venuti dal nord e per la prima volta esposti in Cina, il danese Michael Elmgreen e il norvegese Ingar Dragset, coppia d’arte dal 1995, divenuti famosi per l’approccio sovversivo, seppur sempre ironico, nei confronti di temi sociali e culturali complessi. Nel corso della loro carriera numerosi sono stati i corti circuiti innescati - attraverso grandiose installazioni - con lo scopo di risvegliare il senso morale e critico del loro pubblico. Ad esempio costruendo una copia perfetta e permanente di un negozio Prada nel bel mezzo del nulla texano, un’installazione realizzata 11 anni fa. Oppure, in occasione della Biennale di Venezia del 2009, travestendo i rispetti padiglioni da villa – finta - di un ricco collezionista e arredandoli con opere – vere - di vari artisti, inserendo nel contesto una piscina con un manichino galleggiante a faccia in giù. La riflessione ad ampio raggio di Elmgreen & Dragset è incentrata sul concetto per cui nonostante non sia tutto oro quello che luccica, resta comunque ciò che esercita l’attrattiva più potente sulle masse. L’idea stessa di fama e successo, a prescindere dalle controindicazioni quali il voyeurismo morboso e l’attenzione maniacale all’involucro di cose e situazioni, esercita un fascino potente e suadente, una calamita da cui il duo è da sempre attratto. Il comportamento umano nella società moderna, il concetto di confine labile tra celebrità e esclusività, inteso anche come appartenenza ad una classe o un genere, sono riflessioni frequenti di fronte alle opere di Elmgreen & Dragset. Non a caso le loro produzioni hanno toccato argomenti e mondi diversi, compresa la sfera omosessuale, all’interno della quale fino a non molto tempo fa loro stessi erano una coppia di fatto.

Fedeli al loro modus operandi, che prevede sempre un grosso effetto a sorpresa e possibile spaesamento, in quest’occasione il duo ha sfruttato appieno gli spazi a disposizione, realizzando una mostra che in realtà è impostata come una Fiera d’arte, da qui il titolo Well Fair. La mostra propone una selezione di oltre ottanta opere firmate Elmgreen & Dragset, tutte realizzate nel corso degli ultimi due decenni di carriera del duo e provenienti da tutto il mondo. Potenzialmente, un’occasione unica per passare attraverso l’evoluzione artistica della coppia e ripercorrerne i temi ricorrenti, non fosse che le opere sono volutamente allestite a metà. Alcune non sono state tolte dal loro imballaggio, altre sono appoggiate a parete e sembrano in attesa di essere allestite, il tutto a creare la sensazione di un limbo temporale in cui non è dato sapere se la “Fiera” si è appena conclusa oppure non ha ancora inaugurato. L’intento della coppia è quello di analizzare un nuovo meccanismo sociali, ovvero quello delle istituzioni artistiche di tutto il mondo. Proponendo un finto modello di Fiera - dove però nulla è in vendita e non vi è competizione tra le gallerie e gli artisti presentati - ed accessoriandolo con tutto quello che normalmente fa parte di questi contesti, compresa una sala VIP però resa inaccessibile a tutti, Elmgreen & Dragset indagano i desideri legati alla spinta globale al consumo di arte contemporanea e le impostazioni spaziali che definiscono questa parte del mercato dell'arte.

@benedettabodo

Elmgreen & Dragset: The Well Fair

Ullens Center for Contemporary Art (UCCA), Pechino

24 gennaio - 17 aprile 2016

http://ucca.org.cn/en/exhibition/the-well-fair-2/

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