L’arte del mettersi in cammino. Richard Long in mostra al Centro d’Arte Contemporanea di Málaga

Il Centro d’Arte Contemporanea di Málaga (CAC) è un luogo ideale per accogliere una mostra con una presenza fisica importante, come sempre accade per le opere di Richard Long, probabilmente il più celebre land artist del nostro tempo. Gli ampi spazi del museo, inaugurato nel 2003, ospitano fino alla fine dell’estate l’esposizione dal titolo Cold Stones, curata dal critico Fernando Francés e composta da una trentina di opere che spaziano dalla scultura al disegno su legno, ai murales di fango dipinti con le mani, fino ad una creazione pensata appositamente per il CAC.

Photo credit: www.laopiniondemalaga.es

Per meglio comprendere un viaggio creativo lungo decenni, è necessario fermarsi e ripercorrere altri passi, quelli che hanno scandito – nel senso fisico del termine – i tempi e i modi con cui l’artista ha legato il proprio lavoro alla natura e all’ambiente, dichiarando: "Mi piace la semplicità di camminare, la semplicità delle pietre." Il viaggio, il cammino, il paesaggio sono la culla dell’arte intesa come espressione della nostra esistenza, ed è per questo che Long attinge idee ed energie da ciò che lo circonda. Attraversando il mondo a piedi, ne raccoglie l’essenza in ogni modo possibile, tramite fotografie, registrazioni, video e raccogliendo e mescolando materiali come acqua, fango, terra, legno, piume, foglie e pietre.

Partendo dalla sua terra natale, l’Inghilterra, dall’inizio degli anni Settanta ha percorso centinaia di chilometri dal Canada alla Bolivia, attraverso campagne e deserti, lungo montagne e affiancando il corso dei fiumi, redigendo un diario di viaggio unico, che racconta la sua esistenza nel mondo attraverso tracce fisiche riportate su diversi supporti. Le impronte del suo cammino per il mondo sono riconoscibili in decine di collezioni permanenti, dal Centre Georges Pompidou di Parigi al Museum of Modern Art di New York, dalla Tate Britain di Londra al Museo Stedelijk di Amsterdam, al Castello di Rivoli.

Tra le sue opere più famose ricordiamo splendide sequenze fotografiche di paesaggi selvaggi, dove non vi è traccia umana, affiancate da immagini che invece mostrano il passaggio individuale identificato nelle impronte nell’erba, sulla terra, tra le dune. E ancora, i grandi simboli archetipici realizzati con pietre o fango, ampie spirali a terra o sulle pareti, cerchi o triangoli realizzati con materiali selezionati sul posto e legati al contesto, a rimarcare specifiche caratteristiche geografiche. Come nel caso di due opere esposte al CAC, Walking from a full moon to a new moon. Sierra Nevada (2009) e Crescent to cross (2014), per le quali Long ha utilizzato delle pietre andaluse fatte arrivare dalle cave Macael, che si trovano ad Almeria. Long utilizza moltissimo le proprie mani per realizzare disegni o veri e propri murales come Muddy Water Wall, pensata appositamente per il CAC e concretizzata dall’artista con una miscela di argilla ed acqua applicata a parete con gesti vigorosi, il cui esito finale richiama alla memoria le pitture rupestri.

“La mia intenzione era di fare una nuova arte che corrispondesse, al tempo stesso, ad un nuovo modo di camminare: il camminare come arte. Ogni percorso, sebbene non fosse definito concettualmente, realizzava una particolare idea. Il camminare, mi fornì un mezzo ideale per esplorare le relazioni tra il tempo, le distanze, la geografia e le misure.”

@benedettabodo

Cold Stones. Richard Long

CAC, Málaga

13 maggio-21 agosto 2016

http://cacmalaga.eu/2016/05/13/richard-long-3/

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