L’essenza in uno spazio calcolato. Helena Almeida in mostra alla Galerie Jeau de Paume, Parigi

Anima e corpo. La prima si manifesta nei sguardi e nelle tracce di colore, il secondo è protagonista dell’ultima mostra presentata alla Galleria parigina Jeu de Paume, dove l’artista portoghese Helena Almeida ha presentato un insieme di dipinti, fotografie, video e disegni che hanno dato vita e titolo a Corpus. La fisicità di Helena occupa uno spazio ben definito non solo nelle sale del Jeu de Paume, lasciando intravedere la vera natura, l’anima appunto, del cospicuo lavoro dell’artista dal 1960 ad oggi.

Photo credit http://aperture.org/blog/magazine-helena-almeida

Nata nel 1934 a Lisbona, dove vive e lavora, Helena Almeida è una combattente dell’arte dagli anni Sessanta, il tempo delle performance e della body art, del sé come centro di tutto e del superamento di limiti e confini spaziali e mentali. Forte di una carriera longeva, vivace e potente, incentrata sul mantra “la mia pittura è il mio corpo, il mio lavoro è il mio corpo”, Helena Almeida è diventata a pieno diritto una dei più grandi artisti portoghesi contemporanei, partecipando a mostre e manifestazioni tra le più importanti a livello internazionale, come la Biennale di Venezia, edizioni 1982 e 2005.

È soprattutto nel rapporto tra il suo corpo nello spazio e l'uso della fotografia per riprendere la scena, che va studiata e apprezzata la poetica della Almeida, perchè attraverso una specifica azione all’interno di una cornice - spaziale e concettuale – l’artista regala un senso innovativo a tutta la scenografia, creando una dimensione unica in quanto intima e personale.

Corpus offre l’incredibile opportunità di osservare come si sia evoluta nel tempo questa dimensione ed il corpo che l’ha abitata, un percorso lungo oltre ottant’anni di carriera e non solo. Infatti, essendo per Helena una pratica quotidiana, l’espressione artistica si fa in questo caso diario di una vita, di un’esistenza vissuta fin da piccola a contatto con pittura e scultura, prima come modella di suo padre, scultore, poi come allieva dell’Accademia delle Belle Arti. Fino alla scoperta del “suo” sguardo e del suo mezzo espressivo prediletto ma non esclusivo, la fotografia in bianco e nero, con punte di colore a svelare l’essenza dell’opera.

Vestita di nero, Helena Almeida entra nelle sue opere assumendo posizioni attentamente studiate in precedenza – tramite il disegno e molti bozzetti, come una coreografa - con l’obiettivo di creare composizioni complesse, spesso disposte in serie. Laddove riscontra dei limiti tecnici, subentra il colore, oppure il video, a seconda delle necessità che la spingono a cercare una superficie d’azione il più ampia possibile.

Come dice Helena "Il corpo fisico dell'artista verrà costantemente perso, cancellato, oscurato dal compito che a volte lo estende, a volte lo ricopre, che entra o esce (da e attraverso esso) dalle profondità di questo corpo."

@benedettabodo

Corpus. Helena Almeida

GalerieduJeu de Paume, Parigi

9 febbraio - 22 maggio 2016

www.jeudepaume.org

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GUALA
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