L’uomo e l’architetto. Le Corbusier in mostra al Centre Pompidou di Parigi

Il cinquantenario della morte di una delle figure chiave della Storia dell’Architettura è divenuta occasione di celebrazioni per la patria che ha adottato e visto erigersi e consolidarsi – letteralmente – il percorso artistico di Charles-Edouard Jeanneret, meglio conosciuto come Le Corbusier.

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L’invito a visitare la retrospettiva dedicata a “Le Corbu” architetto e urbanista visionario, teorico della modernità ma anche pittore e scultore, è valido dal 29 aprile al 3 agosto 2015, in una location d’eccezione quale il Centre Pompidou di Parigi.
La storia di Charles cominciò in Svizzera nel 1887, e vide il giovane protagonista confrontarsi con le tradizioni familiari e della sua cittadina, un mondo dedito all’orologeria e dunque all’attenzione per i dettagli, insegnamento rivelatosi prezioso per i tanti progetti che seguirono. Egli infatti manifestò al termine dei suoi studi un interesse specifico nei confronti dell’Architettura, e nel 1905, data la sua evidente predisposizione per la materia, venne incoraggiato dai suoi insegnanti e dalla famiglia a perseguire il suo obiettivo. Grazie ad un periodo passato da autodidatta in viaggio per tutta l’Europa, le sue nozioni crebbero e sfociarono in una vera e propria passione per l’Art nouveau, per le linee gotiche e le strutture rinascimentali. Fino a che, nel 1920, egli non fu in grado di confrontare gli stili studiati e i dettagli delle strutture più complesse, scegliendo consapevolmente di indirizzare la propria capacità di espressione in un direzione precisa, fatta di linee forti e pulite.
Da quel momento, Charles lasciò posto ufficialmente a uno dei maestri del Movimento Moderno, ribattezzandosi Le Corbusier, pseudonimo con il quale è conosciuto fin dall’autunno di quei primi anni Venti, dal cui gioco di parole venne la sua abitudine di firmarsi spesso con la sagoma di un corvo.
I lavori di Le Corbu nel tempo si mostrano quale espressione concreta della loro stessa utilità, del binomio chiave “forma-funzione” che permea qualsiasi lavoro dell’artista. Infatti, tanto l’abitazione quanto l'oggetto, spogliati di qualsiasi orpello, riconquistano tra le mani e la penna di Le Corbu la loro essenza e un’armonia dimenticata - quella immediata e sincera della semplicità - senza dimenticare mai che al centro di ogni creazione vi è sempre, costantemente, la percezione dell’essere umano, il fruitore di qualsiasi forma e funzione. Le sperimentazioni acustiche, i lavori improntati sull’illuminazione degli spazi, i progetti di residenze collettive che hanno popolato la sua lunghissima carriera, durata quasi 60 anni, hanno sempre la figura umana come epicentro e fulcro, come stella polare e musa ispiratrice.
Le Corbusier realizzò 75 edifici in 12 nazioni, una cinquantina di progetti urbanistici - tra cui il piano di fondazione di una nuova città, Chandigarh, la capitale del Punjab in India – e centinaia di progetti non realizzati, ma fu l’America del secondo dopoguerra a farsi portavoce definitiva del suo talento e ad amplificarne il successo, sostenendo i primi pionieristici esperimenti con il cemento armato, in seguito struttura portante non solo delle sue abitazioni, ma dell’urbanistica contemporanea.
Il Centre Pompidou con quest’imponente retrospettiva vuole mostrare al pubblico l’evoluzione di questa grande figura della modernità attraverso trecento opere che ne raccontano la storia come pittore, scultore, architetto, urbanista e soprattutto come uomo. Tutti i suoi lavori sono focalizzati sulla nozione di proporzione umana, sul concetto di percezione fisica e sulla cognizione di spazio data dall’interazione tra quest’ultimo, il tempo e l’energia. La dimensione umana, un principio universale per Le Corbu ed oggi punto di partenza nella definizione di tutte le dimensioni dell’architettura.


Le Corbusier. Mesures de l'homme
Le Centre Pompidou, Parigi
29 aprile – 3 agosto 2015
www.centrepompidou.fr

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