La cintura verde di Vitoria-Gasteiz

Vitoria-Gasteiz è considerata uno dei centri urbani più “verdi” d'Europa. Situata nel cuore dei Paesi Baschi, la città spagnola rappresenta un modello per lo sviluppo sostenibile e la gestione dello spazio pubblico. La sua struttura a “cerchi concentrici”, che si ispira alle teorie di pianificazione urbana di scuola anglosassone, è stata uno degli elementi che le hanno fatto meritare il titolo di European Green Capital 2012.

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Come molte città del Regno Unito, il capoluogo basco è infatti dotato di una Green belt, una fascia verde semi-naturale parzialmente ricavata da aree precedentemente degradate.

Ma quali sono i fattori decisivi del successo di Vitoria-Gasteiz? Che tipo di politiche urbane sono state adottate per renderla all'avanguardia in termini di sviluppo sostenibile? E perché è importante la cintura verde che circonda il centro città?

Dal 1950 ad oggi la popolazione di Vitoria-Gasteiz è passata da 52mila a 240mila abitanti. Tra il 1960 e il 1990 il boom demografico è stato impressionante: il numero dei residenti è addirittura triplicato. Una situazione complessa che agli inizi degli anni '90 pose la municipalità di fronte a un problema di pianificazione dello spazio urbano. In particolare, era il pessimo stato delle aree periferiche a preoccupare l'amministrazione e a richiedere un intervento complessivo di riqualificazione. Le possibilità erano sostanzialmente due: realizzare quartieri-dormitorio nei sobborghi oppure ripensare quegli spazi in modo organico rispetto al resto della città. La soluzione proposta dal Centro de Estudios Ambientales del comune basco fu la Green Belt.

L'obiettivo del progetto era piuttosto ambizioso: restaurare e recuperare sia dal punto di vista ambientale che sociale la periferia di Vitoria-Gasteiz. Per farlo si pensò di creare una grande area verde ad uso ricreativo intorno alla città (la cosiddetta “cintura verde”) ricavandola parzialmente dalle zone più degradate. La grande opera di rigenerazione urbana prevedeva la divisione strutturale della città in tre cerchi concentrici: il centro abitato, una fascia semi-naturale capace di portare la natura in città e la foresta vera e propria.

Attualmente, vent'anni dopo l'avvio dei lavori, la Green Belt comprende ben sei parchi ed ha una superficie complessiva di 727 ettari, che quando il progetto sarà concluso saliranno a 993. L'idea è quella di eliminare la frammentazione degli spazi naturali periferici connettendoli tra loro e con le altre zone verdi della città; cioè farne un'area multifunzionale in cui si possano svolgere attività di diverso genere: di svago, sportive, di carattere educativo etc. Al suo interno si possono infatti trovare 79 km di percorsi ciclo-pedonali ma anche ampi settori boschivi ad alto livello di biodiversità.

Ma c'è un'altra ragione per cui Vitoria-Gasteiz è una città sostenibile all'avanguardia: la gestione delle risorse idriche. Una puntuale politica di razionalizzazione del consumo di acqua è attiva ormai da circa dieci anni e si propone l'obiettivo di ridurre progressivamente i consumi pro capite. Il successo è testimoniato dai numeri: se nel 2001 il consumo domestico medio era di 134,4 litri al giorno, nel 2012 era sceso a 111,1 litri – il proposito è quello di scendere nei prossimi anni sotto la soglia dei 100 litri. Questi risultati sono stati possibili grazie al lungimirante Plan Futura 2013-2017, la strategia di gestione efficiente del ciclo integrale dell'acqua, che ha previsto numerose campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e interventi di miglioramento tecnico della rete idrica.

Le statistiche dicono che l'80% degli europei vive in città di medie dimensioni, cioè in città come Vitoria-Gasteiz. Ciò significa che gran parte del futuro urbano del continente si gioca in questo tipo di realtà. In tal senso, il suo specifico modello sostenibile assume un'importanza esemplare: da una parte, dimostra che senza progettualità non c'è sviluppo; dall'altra, testimonia che con una visione ad ampio raggio è davvero possibile convertire i problemi urbani in risorse.

 

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