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La distruzione creativa di Arman. Accumulazioni e Collere al Mamac di Nizza

Il Musée d'Art Moderne et d'Art Contemporaine di Nizza, per gli amici Mamac, in collaborazione con l’Espace Ferrero, suo vicino di casa, ha scelto di inaugurare il proprio anno espositivo dedicando la prima mostra della stagione ad un rinomato cittadino nizzardo scomparso dieci anni fa. Si parla di Armand Pierre Fernandez, famoso a tutti semplicemente come Arman, pittore e scultore di strumenti musicali frantumati e di cataste di oggetti - scarpe, monete, posate, orologi, tubetti di colore.

Photo credit Page: © LMA SA (Marc Moreau) titolo Arteriosclerosi, anno 1961

Nato a Nizza alla fine degli anni Venti, fu il padre - nobile spagnolo appassionato di antichità - ad iniziare il figlio alla pittura, insegnandogli a maneggiare i colori ad olio a soli dieci anni. Arman perfezionò negli anni la sua tecnica prima all'Ecole des Arts Decoratifs e, in seguito, all'Ecole du Louvre, trovandosi però così spesso in disaccordo con la visione conservatrice delle istituzioni da abbandonarle entrambe anzitempo. Fu l’incontro con Yves Klein, artista, e Claude Pascal, cantante e attore, a plasmare la sua visione d’artista e uomo moderno, cominciando dalla scelta di essere conosciuto solo come Arman, in segno di ammirazione nei confronti di Van Gogh, che firmava solo con il proprio nome di battesimo.

Le vicende storiche e personali – la guerra, il matrimonio, i figli – lo portarono a concentrarsi sull’arte solamente nel tempo libero fino alla metà degli anni '50, quando prese definitivamente le distanze dalla pittura tradizionale con la serie dei Cachets. Replicò ossessivamente la stessa forma sulla tela e su carta mediante timbri di gomma, fino a che questo filone creativo non culminò nella serie delle Allures.

Gli anni '60 si aprirono con Arman e l’amico Klein a capo del Nouveau Realisme, corrente artistica che vedeva l'uomo come sintesi e prodotto di oggetti simbolo del consumismo moderno. L’idea di appropriarsi di tali oggetti e di sconvolgerne la natura accese una nuova passione in Arman, dando origine ad una fase produttiva che lo rese famoso in tutto il mondo. Infatti il suo lavoro prese due direzioni specifiche: quella delle Accumulations, raccolte di oggetti identici disposti sulla tela con ordine ed eleganza, oppure quella delle Colères, armoniche distruzioni di oggetti nobili, quali strumenti musicali e statue bronzee. Come disse lo stesso Arman “Credo che nell’azione della distruzione ci sia una volontà d’arrestare il tempo, di sospendere gli avvenimenti incollandoli, bloccandoli insieme nel poliestere. Quanto rompo un oggetto faccio in modo che i pezzi cadano in uno spazio dato, precedentemente delimitato. Quando brucio qualcosa arresto la combustione prima del suo consumarsi. Non é mai un atto di distruzione totale ma ciò che mi permette di conservarla, là dove mostro la catastrofe. ”

Settanta le opere chiamate a raccontare per immagini ciò che fin qui è stato riassunto a parole: tele e teche che ripercorrono la vita dell’artista, opere che sottolineano non solo i successi ma anche i modelli ed i sostegni di sempre, come l’amico Yves Klein, con cui Arman condivise non solo l’avventura del Nouveau Réalisme - il cui Manifesto firmato in data 27 ottobre 1960 è in mostra nella sala che il Mamac ha dedicato a Klein - ma anche, ad esempio, l’amore per le arti marziali.

Un percorso in parallelo quello dell’Hommage nizzardo a Arman, voluto da due importanti istituzioni locali per omaggiare il loro illustre cittadino: tra le opere in mostra al Mamac, alcune donate dall’artista alla sua città, come Allure aux bretelles (1959) e Sans titre (coupe de violoncelle) 1962, e molte acquisite nel corso degli anni, mentre all’Espace Ferrero è possibile farsi una visione altra dell’artista, attraverso quaranta ritratti realizzati personalmente dall’amico e fotografo John Ferrero.

Hommage à Arman

Mamac, Musée d'Art Moderne et d'Art Contemporaine di Nizza

7 novembre 2015 - 6 marzo 2016

http://www.mamac-nice.org/francais/exposition_tempo/musee/arman_2015/index.html

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