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La Sublime potenza del mondo che vacilla. Spettacolari avvertimenti dal Centre Pompidou di Metz

Sublime, dal latino sublimis, "ciò che è al limite", propriamente "che giunge fin sotto la soglia più alta". Sublime come omaggio all’accezione di un Settecento romantico, all'estetica che supera la concezione del Bello e la sua aspirazione a definire canoni oggettivi. Sublime come sentimento in bilico tra orrore ed estasi, tra profondi baratri e vette altissime, tra capacità di agire e il restare inermi.

Sublime. Les tremblements du monde Centre Pompidou – Metz. Photo credit: Metz

Sublime come titolo di una mostra collettiva che ha portato al Centre Pompidou di Metz più di ottanta artisti del passato e contemporanei, per dare voce e forma all’ambiguità e alla storia di una parola. Questo gruppo così variegato ha focalizzato l’attenzione e la potenza di un sentimento, di un movimento, di una parola su un tema molto attuale: il disastro ecologico globale cui stiamo contribuendo ed assistendo, terrificante da un lato, maestoso e totalizzante dall’altro.

Nel Settecento il rapporto tra uomo e natura era forte ed appassionato, fonte di ispirazione per poeti, artisti e letterati; oggi il legame è andato affievolendosi nel tempo ed ora, a distanza di secoli, si auspica un risveglio collettivo che faccia fronte ai sempre più frequenti tremblements du monde.

Non solo artisti, ma anche architetti e registi hanno raccolto l’invito del Centre Pompidou - uno spazio espositivo di 5.000 mq inaugurato sei anni fa – a riflettere e far riflettere gli spettatori sulle nostre responsabilità e sulle differenze che caratterizzano il nostro punto di vista ed il nostro atteggiamento nei confronti dell’ambiente rispetto a quello dei nostri predecessori.

Attraverso quasi trecento opere fotografiche, installazioni, dipinti, filmati e documenti contemporanei affiancati da lavori storici provenienti da musei quali il British Museum, il Centre Pompidou di Parigi, il Moma di New York, la mostra ha riunito con sapienza – dopo tre anni di incubazione - opere di artisti quali Victor Hugo, Leonardo da Vinci e Beuys, passando per William Turner, Giuseppe Penone e Lars von Trier.

Il risultato è un percorso spettacolare, che riesce a far percepire il senso di dismisura e di estraneità rispetto alla natura anche attraverso installazioni come Under the water (2011), realizzata dall’artista giapponese Tadashi Kawamata in ricordo dei 20.000 connazionali dispersi a causa di un terremoto e dello tsunami che ne conseguì, un disastro naturale che ebbe effetti devastanti per le città e gli abitanti delle coste giapponesi. L’opera è stata concepita, come tutte le creazioni dell'artista giapponese, utilizzando legno e materiali di recupero disposti in sospensione. Kawamata ha voluto ricreare un mondo sconvolto e capovolto, coperto da detriti e resti di quel che era, testimonianza della rovina che segue la tempesta.

Cicloni e tsunami, eruzioni vulcaniche e terremoti rappresentano l’indomabilità di una natura che avrà sempre la meglio sull’uomo, la cui violenza sta aumentando esponenzialmente. Una mostra che suggerisce di non fare l’errore di pensarla diversamente, ora che forse abbiamo ancora la possibilità di intervenire e correggere i nostri errori, di limitare i nostri abusi. A noi la scelta.

@benedettabodo

Sublime. Les tremblements du monde

11 febbraio – 5 settembre 2016

Centre Pompidou, Metz

http://www.centrepompidou-metz.fr/sublime-les-tremblements-du-monde

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