Quando l’arte sovietica è rivoluzione. Da Chagall a Malevitch, al Grimaldi Forum di Monaco

Da 15 anni il Grimaldi Forum Monaco troneggia nel calendario degli appuntamenti artistici da non perdere nel periodo estivo, ed anche quest’anno non delude, complice l’allestimento altamente scenografico nei 4000 m2 di questo spazio eccezionale, non a caso palcoscenico di importanti eventi culturali e mondani durante tutto l’anno monegasco. Il titolo dell’evento dell’estate 2015 Da Chagall a Malevitch, la rivoluzione delle avanguardie, richiama ad altre esposizioni di grande successo alternatesi tra il 2014 e l’anno in corso, dedicate in generale all’arte e alla cultura Russa, celebrate con particolare entusiasmo dal Grimaldi Forum per via del gemellaggio culturale in corso per l’anno della Russia a Monaco.

In effetti, si tratta di una mostra imponente, che conta 150 opere di circa 40 artisti, da seguire come direttrici per ripercorrere un periodo lungo venticinque anni, un vero e proprio viaggio attraverso l’arte russa dal 1905 fino al 1930. Un’arte fatta di confronto, scambio e rivoluzioni estetiche che videro consolidarsi i rapporti tra Mosca e Parigi, tra artisti ugualmente coinvolti in un periodo storico incerto da una parte e dall’altra nelle incredibili innovazioni in campo tecnologico: l’elettricità, la ferrovia, l’automobile e i nuovi mezzi di comunicazione, novità che inevitabilmente diedero motore ad una società in evoluzione.

Nuovi linguaggi, espressioni, rappresentazioni della realtà in campo artistico, letterario e della cultura in generale stravolsero i canoni del passato, creando rotture profonde e insanabili fatte di colori e geometrie ardite, versi e passi di danza mai visti, che crearono le basi per la modernità così come la conosciamo oggi.

Sono Marc Chagall e Kazimir Malevich i due artisti chiamati a rappresentare gli antipodi - e dunque i limiti - di questo allestimento, colleghi nella sperimentazione e capisaldi di differenti correnti artistiche, due delle tante approcciabili in mostra. Chagall, di famiglia ebraica ed origini russe, in seguito divenuto cittadino francese, venne associato a diverse avanguardie contemporanee, anche se in prima persona egli fuggiva le definizioni e le categorie in generale. La sua è un’arte fatta di molti riferimenti all’infanzia e ai ricordi, incentrata soprattutto sul colore e caratterizzata da componenti oniriche e simboli religiosi, spesso tradotti in figure a mezz’aria sullo sfondo di cieli arcobaleno. Malevich dal canto suo, ucraino trapiantato a Mosca, è noto per essere il pioniere dell'astrattismo geometrico, fondatore del Suprematismo – con il quale auspicava la supremazia della sensibilità pura nell’arte – e sostenitore di un’arte superiore proprio perché non figurativa. Ispirati dai due maestri, molti colleghi e connazionali intrapresero strade parallele alle loro, cariche di significati e simbologie che siamo invitati a scoprire lungo questo percorso, certamente condizionato dalla geometria rigorosa del fare artistico malevichiano. Infatti, il curatore Jean-Louis Prat ha scelto di affrontare lo spazio espositivo con la stessa disciplina del pittore, in modo da circoscrivere con precisione i periodi storico-artistici, definendo un percorso espositivo che non lascia niente all’improvvisazione. "Il quadrato, il cerchio e la croce su fondo bianco dell'artista compendiano lo choc visivo ed estetico dell'esposizione", spiega a proposito della visita, che inizia in una sala quadrata e di colore rosso – connotati fortemente sovietici - con vista sulla croce centrale che ospita i movimenti artistici più rivoluzionari, dal Suprematismo - la cui opera principe è Quadrato Nero di Malevich (1913) - al Costruttivismo – cavallo di battaglia di Rodchenko e Tatlin. Il tutto contenuto all’interno di un circolo dato da esempi delle altre correnti dell’epoca, dal Raggismo al Cubofuturismo, su cui dominano opere del calibro dell’enorme Teatro Ebraico di Chagall, ma anche lavori di artisti quali Kandinsky, Rozanova, Popova.

Un viaggio attraverso l’espressività di un’epoca totalmente nuova vista con gli occhi di un paese lontano, una mostra dai prestiti straordinari - Museo Puškin e Galleria Nazionale Tretyakov di Mosca, Centre Pompidou di Parigi, Museo Thyssen di Madrid - ma soprattutto un’occasione per osservare la potenza del cambiamento e le sue infinite possibilità.

@benedettabodo

"Da Chagall a Malevich, la rivoluzione delle avanguardie"

Grimaldi Forum - Avenue Princesse Grace 10 - Montecarlo - Principato di Monaco

12 luglio - 6 settembre 2015

www.grimaldiforum.com

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