Sette anni nel Sahara. La Tuiza di Federico Guzmán al Palacio de Cristal di Madrid

Avete presente la città Madrid? Allora chiudete gli occhi e focalizzate i tesori della capitale spagnola, fino al magico Palacio de Cristal, luccicante nel sole spagnolo, affacciato su un laghetto artificiale ed incorniciato dalla vegetazione del Parque del Retiro. Fatto? Ora collocate al suo interno una gigantesca, sgargiante tenda beduina.

Riuscite a immaginare l’effetto tra la struttura in metallo e cristallo del Palazzo ed i colori africani, l’atmosfera ovattata, lo spazio intimo e accogliente della tenda? Se faticate ad avere una visione dettagliata della scena descritta c’è una soluzione pratica, ed è quella di farvi trovare sul posto entro il 30 agosto 2015, giorno in cui l’artista Federico Guzmán leverà letteralmente le tende da questo spazio suggestivo, per portare la sua installazione al Museo San Telmo di San Sebastián.

Guzmán, artista andaluso classe 1964, ha vissuto sulla propria pelle l’amore per una terra, il Sahara, e l’impegno per ottenere la fiducia e il rispetto della gente che ne solca da sempre le dune di sabbia, i nomadi e beduini. Per sette anni l’artista ha coltivato i rapporti con questo popolo, costruendo a poco a poco, attraverso lo scambio con le persone, un percorso artistico frutto del rapporto tra l’arte stessa ed un’identità culturale molto ben definita.

Questa collaborazione nel dialetto arabo viene espressa con il termine Tuiza, con il quale si rende l’idea di un risultato ottenuto tramite il lavoro della collettività, un concetto che prevede l’incontro, la partecipazione, lo scambio ed infine la produzione o costruzione di qualcosa che è frutto del lavoro di più personeGuzmán ha scelto proprio questo termine per dare un nome al suo ultimo progetto, La Tuiza. Las culturas de la jaima, rappresentato da una tenda, dentro la quale raccontare parte e conseguenza del suo rapporto con le popolazioni indigene del Sahara. A cominciare dalle stoffe scelte, in parte classiche - come il tetto, realizzato con il benias, un sottile telo acrilico decorato con motivi geometrici molto colorati di solito utilizzato anche per i lati della tenda - e in parte frutto del suo intervento artistico, con il quale ha scelto di realizzare una composizione di melhfas, i vestiti tradizionali realizzati dalle donne sahariane, per chiudere i quattro lati della tenda.

In sintesi, l’idea dell’artista di montare una tenda beduina in uno spazio fortemente identitario per la cultura spagnola come il Palacio de Cristal, invita alla condivisione e alla produzione multietnica, e lo fa attraverso l’idea di accoglienza. La grande, colorata tenda Saharawi è la casa tradizionale dei nomadi del deserto, uno spazio privilegiato per invitare al dialogo culture differenti, coinvolte in laboratori e attività di gruppo studiate appositamente per creare un avvicinamento naturale tra poli opposti, attività che si ripeteranno durante tutto il periodo della mostraIl multiculturalismo coinvolgerà la poesiala musica, le performance e il cinema, verranno organizzate conferenze e momenti di discussione legati ai modi di vivere in comunità.

Il modo migliore di creare sinergia anche tra le istituzioni del suo Paese, in particolare tra il Museo Reina Sofía di Madrid e la Fondazione Donostia di San Sebastián, eletta Capitale Europea della Cultura per il 2016.

@benedettabodo

                                   

La Tuiza. Las culturas de la jaima

Palacio de Cristal di Madrid

16 aprile – 30 agosto 2015

http://www.museoreinasofia.es/exposiciones/federico-guzman

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