The EY Exhibition. Sonia Delaunay alla Tate Modern

La Tate Modern di Londra ancora una volta si fa teatro di una grande personale tutta al femminile, giunta il 13 aprile al suo secondo atto a livello europeo dopo una prima tappa obbligata a Parigi, città d’adozione di Sonia Delaunay, magnetica astrattista di inizio Novecento.

Sonia Delaunay Yellow Nude 1908 Musée des Beaux-Arts de Nantes, Nantes © Pracusa 2014083

The EY Exhibition è il titolo di questa imponente retrospettiva, che si propone di esplorare le sfaccettature di un’artista che - come testimoniano i 400 diversi pezzi in mostra - fu incapace di consacrarsi solo all’arte e scelse di spaziare, arricchirsi e contribuire all’evoluzione del mondo della moda e della danza, del design e dell'architettura, del tessile e persino quello pubblicitario.
Se volessimo stabilire un trait d’union tra i molteplici interessi della Delaunay, questo sarebbe rappresentato dal dinamismo, abbinato ad una ricerca tonale votata alla scelta di colori accesi e vitali.
Sonia è vissuta a cavallo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del Novecento; nata ad Odessa in Ucraina, crebbe con lo zio adottivo tra la Russia e la Germania, dove prese lezioni di disegno, finchè non preferì le luci e gli stimoli della capitale francese, che la accolse nel 1906 e dove, una manciata di anni dopo, sposò il pittore Robert Delaunay. Suo marito ebbe su di lei una forte influenza per quel che ha riguardato le scelte cromatiche e lo studio della rifrazione della luce, approfondimenti comuni che culminarono nel Simultaneismo, una corrente artistica che affiancò Cubismo e Futurismo, incentrata sulla creazione di effetti di forma e movimento attraverso l’interazione dei colori. La costante ricerca artistica mescolata al proprio vissuto quotidiano ispirò in Sonia nuove sperimentazioni, prima in campo tessile e nella moda, in seguito negli ambiti più disparati.
Disegnando e realizzando in prima persona i suoi abiti, incentrati sulle ricerche prospettiche, la forma e la resa cromatica, Sonia fece del suo spirito moderno - all’avanguardia persino per gli stimolanti primi anni ’20 - una bandiera ed una seconda pelle, qualcosa da portare con sé e su di sé anche sotto forma di abito, di accessorio.
Le sue creazioni, ibridi tra arte e moda, hanno anticipato di diversi anni le visioni di artisti e designer contemporanei, ed oggi vengono presentate in un percorso espositivo che mostra l’incredibile varietà di spunti e punti di vista della Delaunay. Ad esempio, a fianco dei suoi abiti e degli arazzi, è possibile ammirare tre enormi murales lunghi sette metri, realizzati nel 1937 da Sonia in occasione dell'Esposizione internazionale delle Arti e della Tecnologia di Parigi, che celebrano le meraviglie della moderna tecnologia: automobili, aeroplani, treni e edifici e strutture come la Torre Eiffel.
L’atmosfera affascinante di questa esposizione, carica di forme e colori insieme eleganti e potenti, riempie gli occhi e la testa del pubblico in un abbraccio che si accompagna perfettamente a quello che si potrebbe pensare come il motto dell’infaticabile artista " la pelle di questo nostro mondo".
Attraverso la superficie delle sue opere, non importa su che supporto e che forma esse abbiano, ci è permesso osservare un mondo che ha una consistenza diversa per ognuno di noi, ma che può essere unito nella forza e nelle potenzialità del colore. Un mondo che davvero ha una sfumatura diversa a seconda di come decidiamo di viverlo perché, come diceva Sonia “Chi sa apprezzare le reazioni cromatiche, chi sa riconoscere l’influenza di un colore piuttosto che un altro, i contrasti e le dissonanze, è destinato ad un immaginario infinitamente vario”.

The EY Exhibition: Sonia Delaunay
Tate Modern, Londra
15 April – 9 August 2015
http://www.tate.org.uk

@benedettabodo

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