Two is meglio che one. Dalì e Picasso al Museo Picasso, Barcellona

Dal 20 marzo e fino al 28 giugno il Museo Picasso di Barcellona ospita la seconda tappa di un’esposizione impertinente, acuta e lusinghiera, che vede protagonisti due astri e pilastri dell’arte moderna spagnola: Salvador Dalì e Pablo Picasso.

Pblo Picasso - Las Meninas (infanta Margarida Maria) Canes, 14 de setembre del 1957

Una mostra itinerante che è un vero e proprio passo a due, dal momento che è stata pensata dai comitati scientifici ed artistici dei due musei dedicati ai maestri, il Dalì Museum di St. Petersburg in Florida e il Museo Picasso di Barcellona, in collaborazione con la Fondazione Gala-Salvador Dalì di Figueres ed un’altra ventina di istituzioni internazionali.
Il risultato è un percorso espositivo che ospita 78 opere tra dipinti, disegni, sculture ed una pressochè inedita corrispondenza tra gli artisti. La volontà è quella di raccontare in parallelo la vita, i capolavori, la potenza e l’influenza che questi due grandi dell’arte moderna hanno avuto in primis sulle reciproche prospettive, ed a seguire su gran parte della produzione artistica delle nuove generazioni.
Pablo Picasso nacque a Malaga nel 1881, ed era già nel pieno del suo “Periodo blu” quando a Figueres, nel 1904, venne al mondo Salvador Dalì. Il primo incontro tra i due avvenne nella Parigi degli anni Venti, quando Picasso era già non solo conosciuto ed esposto in diverse gallerie, ma era noto per essere, insieme a Braque, l’anima del movimento Cubista. Dalì ammirava molto Picasso, tanto che l’influenza che la sua arte ebbe su di lui è evidente anche nei primi dipinti degli anni surrealisti, corrente fondata nel 1925 dal poeta André Breton e alla quale si affiliò il pittore catalano. Possiamo dire che a partire dal 1926 l’esistenza dei due poli opposti dell’arte moderna spagnola viaggia su binari paralleli, i cui punti di contatto restano la terra natia e il gusto per la provocazione, il narcisismo e la spiccata personalità. Picasso non subì direttamente il fascino del Surrealismo, essendosi già addentrato in una personale ricerca ed avendo definito un proprio percorso artistico, ma ne riconobbe il merito e lavorò spesso a contatto con i surrealisti, che d’altro canto non fecero mistero di vedere in Pablo un punto di riferimento e di ispirazione.

Velázquez mentre ritrae l'Infanta Margarita con le luci e le ombre della sua gloria - Photo credits en.wahooart.comVelázquez mentre ritrae l'Infanta Margarita con le luci e le ombre della sua gloria - Photo credits en.wahooart.com

Il percorso espositivo si sofferma - attraverso la combinazione di diverse opere della coppia - su vari punti di contatto diretti ed indiretti, ad esempio sottolineando come le nature morte dipinte da Dalì dopo il primo incontro con Pablo, in occasione della visita al suo atelier nel 1926, siano evidentemente ispirate al cubismo del maestro - Naturaleza muerta frente a una ventana (Picasso, 1919) e Mesa delante del mar (Dalì, 1926). Alcune opere quali Donna seduta (Picasso, 1927) e Testa (Dalì, 1926), sono invece chiari riferimenti al simbolismo delle cose ed alle illusioni ottiche, alla sovrapposizione di immagini e riferimenti mentali rispetto al reale. Queste sono tutte declinazioni di uno stesso tema – la manipolazione degli oggetti - affrontato inizialmente da Picasso e in seguito sviluppato da Dalì, fino alla produzione del suo metodo definito “paranoico-critico”.
La figura femminile è un altro tema proposto in mostra ed affrontato in molteplici occasioni da entrambi, spesso con un’ambiguità derivante dalle rispettive relazioni con le donne, a volte muse spirituali e dalla forte carica erotica, a volte interpreti dei loro istinti nascosti. Per non parlare dell’eclatante occasione di confronto tra i due diversi stili pittorici legata al difficile periodo storico che entrambi vissero nei primi anni Trenta, gli anni del regime franchista e della Guerra Civile spagnola. Due capolavori vennero dipinti a un solo anno di distanza l’uno dall’altro, Premonizione della Guerra civile (Dalì, 1936) e Guernica (Picasso, 1937). La mostra sottolinea questo confronto ideale tra l’opera di Salvador e quella di Pablo, i quali misero in scena - ognuno a modo proprio e con grande impatto - lo strazio, l’impotenza e l’angoscia di un popolo.
Infine, il percorso si chiude con l’omaggio ammirato e divertito a Velázquez, da entrambi considerato il più importante ed influente artista spagnolo, con Las Meninas (Infanta Margarita María, 1957) di Picasso e Velázquez mentre ritrae l'Infanta Margarita con le luci e le ombre della sua gloria (1958) di Dalì.
Un viaggio attraverso l’espressività incalzante di due grandi artisti che hanno plasmato il XX secolo, una mostra che presenta opere uniche – alcune in trasferta per la prima e forse unica volta - ma soprattutto offre una dimostrazione pratica di come sia sempre possibile seguire il proprio flusso di coscienza, distinguersi dal contesto e lasciare un segno indelebile nella memoria collettiva.

Picasso/Dali, Dali/Picasso
Museo Picasso, Barcellona
20 marzo-28 giugno 2015
http://www.museupicasso.bcn.cat

@benedettabodo

 

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