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Un giaciglio tra le nuvole. Ho Tzu Nyen in mostra al Guggenheim di Bilbao

Progettato dall'architetto canadese Frank O. Gehry quasi vent’anni fa, il Guggenheim di Bilbao è nato per essere un’opera d’arte, prima ancora che un contenitore per altri esempi della creatività moderna e contemporanea.

Photo credits www.guggenheim.org

In due decenni, le mostre e gli artisti ospitati hanno presentato una varietà di stili e suggestioni tali da annoverare la sede di Bilbao tra le istituzioni d’arte internazionali più famose e prestigiose del mondo. Gli spazi interni sono famosi per essersi adattati alle grandi sculture di Serra o Koons, come alle piccole tele e disegni di Schiele, oppure alle affascinanti videoinstallazioni di Bill Viola. Ed è proprio l’intima accoglienza del visitatore che è stata cercata e voluta in occasione dell’ultima mostra inaugurata al Guggenheim, dedicata alla grande videoinstallazione The Cloud of Unknowing – dal titolo di una guida spirituale pratica scritta nel XIV secolo da un anonimo scrittore inglese – già presentata dall’artista Ho Tzu Nyen in occasione della 54° Biennale di Venezia, nel 2011, dove era stato invitato ad esporre per il Padiglione di Singapore, suo paese natale.

Ho Tzu Nyen, classe 1976, si è formato come videoartista e regista laureandosi all’Università di Melbourne nel 2001 e specializzandosi negli anni a seguire alla National University of Singapore, presentando contemporaneamente i suoi primi lavori come videoartista. Queste sue opere d’esordio, realizzate circa dieci anni fa, hanno svelato a poco a poco al pubblico il suo interesse nel raccogliere informazioni – storiche, artistiche, filosofiche, aneddoti scientifici, racconti – per poi combinarle in un abile intreccio di immagini e suoni che puntano dritto al sistema nervoso. La cura dei dettagli visivi e la perizia tecnica dell’artista promettono e permettono al pubblico un’esperienza immersiva incredibile, raffinata dalla sua ricerca per immagini tanto quanto dalle collaborazioni con musicisti di ogni tipo.

Nel caso di The Cloud of Unknowing è fondamentale che lo spazio sia accogliente, ovattato, ed è per questo che viene attrezzato con grandi cuscini bianchi in cui i visitatori sono invitati a “immergersi” per assistere alla proiezione dell’opera di Ho Tzu Nyen. Non solo, l’impianto utilizzato si compone di un sistema audio a 13 canali e macchine teatrali, per amplificare l’esperienza sensoriale.

Sarà perché il video incomincia con la ripresa di un uomo addormentato e disteso su un letto – proprio come lo spettatore sul cuscino – sarà che questa condizione tra veglia e sonno diventa una sorta di porta per un’altra dimensione, ma l’immedesimazione del pubblico con ciò che succede al di là del reale risulta rapida quanto intensa. Ed è proprio allora che il protagonista e i suoi spettatori, novelli Alice in Wonderland, precipitano in un vero e proprio universo parallelo nel quale si susseguono una serie di otto situazioni surreali, popolate da personaggi e contesti inquietanti intervallati da grandi nuvole bianche che, al termine del video, si materializzano da dietro lo schermo grazie ad una smoke machine.

Con quest’opera, Ho Tzu Nyen ha dato vita ad un flusso visivo che, per 28 minuti, è totalmente libero da qualsiasi logica e vincolo con la realtà. Un lavoro che non vuole spiegare nulla allo spettatore, che non porta con sé un significato recondito da cogliere né una morale, ma offre la possibilità di un’esperienza visiva pura, una somma delle capacità dell’artista di ricostruire un universo personale surreale, caratterizzato da numerosi riferimenti al cinema, all’arte ed alla fotografia, con una colonna sonora originale composta da oltre 200 canzoni che contengono riferimenti alle nubi.

 @benedettabodo

Ho Tzu Nyen. The Cloud of Unknowing

Solomon R. Guggenheim Museum and Foundation, Bilbao

3 dicembre 2015 – 24 aprile 2016

www.guggenheim.org

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