Uomini che fotografano lo sguardo delle donne. Steve McCurry in mostra al Museo di San Domenico, Forlì

“Passo un sacco di tempo a guardare facce e facce e le facce sembrano raccontarmi una storia. Quando su un volto è scavata qualcosa dell’esperienza di vita, so che la foto che sto scattando rappresenta molto di più del semplice momento. So che qui c’è una storia."  

Photo credits: ©Steve McCurry

Steve McCurry spiega con semplici parole quella che è la ricerca di una vita, parte della quale è allestita negli spazi carichi di storia del San Domenico di Forlì, un complesso risalente al XIII secolo che comprende una chiesa e due chiostri, uno spazio protetto e isolato dal mondo. Un’esposizione realizzata da Biba Giacchetti insieme al fotografo, con cui ha scelto oltre 180 scatti sviluppati in diversi formati per raccontare com’è cambiato il suo sguardo osservando - in oltre trent’anni di carriera - il feminino in ogni angolo della Terra, da sempre e per sempre culla della vita ed universo a sé stante.

Steve McCurry, nato nel 1950 a Philadelphia, è un fotoreporter americano tra i più famosi al mondo, più o meno da quando catturò lo sguardo acceso e accigliato di una ragazza afgana in uno scatto poco dopo pubblicato in copertina sul National Geographic Magazine del giugno 1985. Si tratta della più nota uscita della rivista, di una fotografia che una volta vista non si dimentica, di un ritratto che per questi motivi è passato alla storia e ha consacrato Steve come una delle voci più autorevoli della fotografia contemporanea.

McCurry ha l’indiscutibile pregio di saper combinare il fascino della luce e l’uso del colore – sempre accesi ed intensi, mai vinti dalla tragicità del contesto - alla percezione della tensione e dell’asprezza di una vita vissuta ai confini di tutti e sei i continenti, fondendo il proprio sguardo con quello di chi abita un tempo uguale al nostro ma in uno spazio totalmente differente. Le sue immagini sono immortali per la sua capacità di entrare in contatto con i soggetti ritratti, che siano Mujahidin oppure ragazzine vietnamite, che siano tribù sconosciute a noi occidentali oppure grandi nomi del nostro tempo, come il leader politico birmano Aung San Suu Kyi.

I suoi lavori raccontano - attraverso singoli ed epici individui - lo strazio di popoli in guerra, tradiscono la malinconia per le culture che stanno scomparendo, la fierezza di tradizioni antiche e monitorano la novità e la vivacità del progresso contemporaneo, in tutte le sue sfaccettature.

La mostra vuole offrire la possibilità di un viaggio attraverso questo nostro tempo, avanzando tra donne di razze, culture, religioni ed età differenti, simboli e culla di ogni civiltà terrena, dispensatrici di pace e protezione, testimoni di vette ed abissi come le guerre, spesso ritratte a margine delle fotografie di McCurry. Mai il soggetto principale, ma spesso inevitabile sfondo e contesto.

Una mostra che ripercorre per immagini la condizione della donna nel mondo, dai burqa dell’Afganistan alle spose bambine dell’India, fino all’incontro finale con Sharbat Gula, la giovane afgana da cui questo viaggio è iniziato.

Come dice la curatrice della mostra, Biba Giacchetti “Icons and Women è una retrospettiva che asserisce i principi della dignità e del rispetto verso qualunque esponente del genere umano e più in particolare nei confronti dell’universo femminile qualunque sia la latitudine, la razza e la condizione sociale. Valori non negoziabili, da affermare con determinazione, come ci insegnano gli sguardi colti dall’inconfondibile genio di Steve McCurry.”

@benedettabodo

STEVE MC CURRY - Icons and women

Forlì, Musei in San Domenico

26 Settembre 2015 - 10 Gennaio 2016

http://www.mostrastevemccurry.it

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