Vienna, una città sempre più “intelligente”

Secondo il Green City Index, uno studio condotto dall'Economist Intelligence Unit e sponsorizzato da Siemens, Vienna è tra le cinque città più “verdi” del mondo. Nella classifica dei centri urbani europei soltanto Copenhagen, Stoccolma e Oslo riescono a piazzarsi meglio, mentre tra le realtà urbane extraeuropee solo San Francisco ottiene un punteggio leggermente superiore.

Belvedere palace is reflected in a pond behind the lights of an advent market in Vienna December 15, 2014. Picture taken December 15, 2014. REUTERS/Heinz-Peter Bader

La capitale austriaca si distingue soprattutto nelle graduatorie relative all'energia (terza), ai trasporti (quarta) e alla gestione e trattamento delle acque (seconda). E non è un caso. Da più di quindici anni la municipalità viennese porta avanti rilevanti programmi di protezione climatica e ambientali incentrati proprio sulla riduzione delle emissioni di CO2 attraverso l'innovazione energetica.

Il KliP Wien (Climate Protection Programme), approvato dal consiglio comunale di Vienna nel 1999, è il programma più ampio e complesso mai promosso dall'amministrazione cittadina. Il progetto nasce alla fine degli anni Novanta non soltanto dall'esigenza di ridurre le emissioni di gas ma anche per incentivare l'economia urbana e produrre nuovi posti di lavoro. Le aree di intervento sono diverse: questione abitativa, teleriscaldamento e produzione di elettricità, imprenditoria, amministrazione cittadina e mobilità. Le singole misure previste in questi settori sono 241, tutte attinenti ad ambiti di diretta competenza municipale.

Dieci anni più tardi, il 18 dicembre 2009, viene approvato il KliP II, l'aggiornamento del programma, che è così esteso fino al 2020. Pur mantenendo gli stessi obiettivi, cambiano i settori di intervento (produzione e impiego di energia; mobilità e struttura urbana; acquisizione, gestione dei rifiuti, agricoltura e silvicoltura; tutela ambientale; pubbliche relazioni) e aumentano le singole misure, che diventano 385. Il prolungamento è un toccasana per la qualità dell'ambiente urbano, nonché un volano per l'economia locale. Nel periodo 1999-2011 il programma produce infatti investimenti per 20 miliardi di euro, investimenti che a loro volta creano valore per 18,7 miliardi, garantendo circa 58.600 posti di lavoro.

In termini ambientali, gli effetti del KliP sono evidenti pochi anni dopo il suo avvio. Secondo i dati pubblicati nella relazione dell'Agenzia Austriaca per l'Energia, già nel 2009 è raggiunto l'obiettivo di ridurre del 20% le emissioni pro capite annue di gas serra (obiettivo previsto per il 2020); mentre la riduzione di 2,6 tonnellate delle emissioni di CO2 entro il 2010 è realizzata già nel 2006, tanto che nel 2011 il calo è addirittura di 3,7 tonnellate. Ma il precoce successo delle misure adottate non frena l'opera dell'amministrazione viennese. Sono numerosi gli obiettivi fissati per i prossimi cinque anni: aumentare la quota di teleriscaldamento al 50% del totale degli edifici cittadini; ridurre la circolazione di autovetture sostenendo l’ecomobilità; raddoppiare la quantità di energia rinnovabile rispetto al 1990. 

Queste politiche ambientali sono state negli ultimi anni integrate con una strategia urbana ad ampio raggio, che ha permesso a Vienna di diventare una delle città più vivibili del mondo. È l'idea della Smart City da perseguire con un approccio “olistico”, cioè con una visione capace di tenere insieme diversi aspetti della vicenda urbana: l’economia, le persone, l'amministrazione, la mobilità, l’ambiente e la qualità di vita. In poche parole: affrontare le sfide del futuro con uno sguardo sia all'innovazione, e quindi ai bisogni concreti degli abitanti, che all'immagine della città. Il principio dell'iniziativa Smart City Wien, lanciata nel 2011 sotto l'egida del sindaco Michael Häupl, è proprio quello di limitare in modo significativo il consumo di risorse naturali pur continuando ad offrire una qualità della vita elevata e ad attrarre persone e capitali.

Le principali indagini sulla qualità della vita nelle metropoli mondiali (Mercer, Economist, Monocle) dànno ragione ai progetti elaborati finora. Vienna si posiziona puntualmente nei primi tre posti – nell'edizione 2014 della Mercer si è classificata prima per la quarta volta consecutiva – ed è descritta come una realtà urbana a misura di cittadino, ovvero estremamente efficiente in termini di mobilità, infrastrutture, produzione di energia. Le ambizioni annunciate nei piani di sviluppo urbano fanno pensare che sarà così a lungo. La capitale austriaca sembra destinata ad essere un polo innovativo ed è un chiaro esempio di come la città del futuro debba necessariamente farsi “intelligente”: un riferimento sempre più importante per l'impostazione delle politiche urbane europee.

@RobSassi

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