Where I Wanna Go. Tracey Emin Ft Egon Schiele al Leopold Museum Di Vienna

Cosa possono avere in comune un tormentato pittore austriaco – maschio - di fine Ottocento, famoso per i suoi eccessi e morto a soli 28 anni, ed un’artista inglese dalle tante forme espressive, donna e figlia dei ruggenti anni Sessanta? Il Leopold Museum lo domanda apertamente ai suoi visitatori, presentando la personale dell’Enfant terrible Tracey Emin, figura di spicco della "Young British Artists", insieme ad una selezione di disegni dell’espressionista Egon Schiele, ed osservando il muto dialogo tra le due parti, in scena fino al 14 settembre 2015.

Tracey Emin at the Leopold Museum in front of Egon Schieles painting »Seated Male Nude« | 2014 © Leopold Museum, Vienna / A. Ludwig

Conosciamo la storia di Schiele, pupillo di Klimt e amico di Kokoschka, uno dei maggiori artisti figurativi di inizio secolo, famoso per i suoi dipinti dal tratto nervoso, in contrasto con i tenui colori degli acquerelli, i temi provocatori perché espliciti. La sua arte è passata alla storia per la sfacciata intensità espressiva, l’attenzione completamente concentrata sulle pulsioni delle donne – e degli uomini – che ritraeva, soprattutto se a parlare era la loro sessualità oppure il loro male di vivere, la loro ansia ed il loro tormento.

In parte sono gli stessi sentimenti affrontati da Tracy, che in questo modo stabilisce con Schiele un primo punto di contatto, fatto della stessa trasparenza d’intenti, la stessa necessità di raccontare e raccontarsi liberamente attraverso il canale artistico.

Definita tenera ed aggressiva, affettuosa ed arrogante, in una parola tutto e il suo contrario, la Emin ha mostrato da subito interesse per l'uso che Schiele fa di elementi e temi affrontano questioni personali complesse perché lei per prima condivide con il pubblico - fino al limite dell’imbarazzo - la sua vita, i suoi sogni e soprattutto i suoi traumi.

E se di traumi parliamo, Schiele certamente non ne venne risparmiato, poiché fin dall’infanzia venne a contatto con la malattia mentale del padre e la sua morte precoce, episodi che condizioneranno le sue relazioni interpersonali fino al drammatico epilogo che vide protagonista la moglie, incinta del primo figlio e contagiata dall’influenza spagnola. Egli non potè far altro che testimoniare l’angoscia e l’agonia della sposa attraverso i suoi dipinti, fino alla sua morte, che precedette quella dello stesso Schiele di appena tre giorni, vittima dello stesso male incurabile.

La fisicità del corpo, i suoi messaggi costituiscono un secondo trait d’union tra i due artisti, dal momento che la Emin ha spesso affrontato temi crudi e conosciuti in prima persona, dagli abusi sessuali quando era un’adolescente, agli aborti e la successiva scoperta dell’attuale impossibilità di avere figli, alla promiscuità sessuale come scelta e al dolore per la mancanza di una relazione sentimentale. Videoinstallazioni come Why I never became a dancer e How it Feels, in cui la Emin denuncia lucidamente la sofferenza, fisica e mentale, legata a questi episodi violenti, tradiscono una volontà di analisi che la accomuna a Schiele, di cui evidentemente ammira la tecnica e le pennellate furiose, straordinarie.

Le parole da una parte e le immagini dall’altra. Sono strumenti che nelle mani di entrambi gli artisti diventano diretti e taglienti, un tratto comune per condividere con i visitatori la medesima urgenza di affrontare - e magari sanare - una ferita aperta.

In definitiva, questa doppia personale offre allo spettatore la possibilità di osservare poco meno di un centinaio di opere della Emin, una selezione composta da dipinti acrilici e tempere, video e fotografie, sculture in bronzo, installazioni e sperimentazioni realizzate con tanti materiali differenti. Le opere di Schiele invece convergono in disegni e documenti scritti, quasi a voler chiudere un cerchio espressivo che trova – in comunione con Tracey Emin – una sintesi nella necessità di esprimere sé stessi.

Where I Want to Go. Tracey Emin Egon Schiele
Leopold Museum, Vienna
24 aprile – 14 settembre 2015

http://www.leopoldmuseum.org/en/exhibitions/66/tracey-emin-egon-schiele

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