eastwest challenge banner leaderboard

Un graffio di vita. Jean-Michel Basquiat in mostra al Mudec di Milano

ll Museo delle Culture di Milano è stato concepito all’inizio degli anni Novanta, immaginato come un’occasione di rinascita per la zona ex industriale dell’Ansaldo, un luogo dove le fabbriche dismesse e gli immensi spazi a disposizione potessero diventare fucina di idee per una nuova contemporaneità. In questo senso, non esiste uno spazio più adatto ad ospitare una grande mostra dedicata ad un artista molto legato al contesto urbano, industriale e della strada.

Basquiat DoNotRevenge 1982 - Photo credits Mudec.
Basquiat DoNotRevenge 1982 - Photo credits Mudec.

Parliamo di Jean-Michel Basquiat, uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano, il padre di tutti i writer che, con il coetaneo ed amico Keith Haring, riuscì a portare l’arte della strada nelle gallerie d'arte.

Nato nel dicembre del 1960 da padre haitiano e madre statunitense di origini portoricane, Basquiat iniziò fin da piccolo a manifestare il suo talento per il disegno, prima ispirato dai cartoni animati poi maturato grazie alle visite nei grandi musei della sua città, New York. Un amore per l’arte trasmessogli dalla madre, che lo influenzerà in modo decisivo in modi impensabili, come ad esempio regalandogli un manuale di anatomia a seguito di un incidente e di un periodo di degenza forzato. Basquiat, bambino prodigio, ebbe tempo di studiare a fondo dettagli di anatomia che lo affascineranno al punto da comparire in molte opere negli anni a venire.

Adolescente sbandato – il divorzio difficile dei genitori lo priva della madre, in seguito internata in un manicomio - ribelle benchè molto dotato, iniziò a frequentare la strada con i suoi vizi - soprattutto droghe – e le sue fascinazioni, in primis gli amici writer che gli insegnarono a lasciare la propria impronta su New York. Per qualche tempo si firmò Samo, acronimo di "Same Old Shit", ma prese di nuovo il suo nome quando il suo compagno di graffiti e di scorribande morì, segnando un lento avvicinamento al mondo della Pop Art e al suo capo assoluto, Andy Warhol. All’inizio degli anni Ottanta Basquiat partecipò ad una prima importante collettiva newyorkese ed in seguito venne invitato a Modena per la sua prima personale, ma fu con l’assidua frequentazione e l’amicizia di Warhol che egli divenne un fenomeno mondiale emergente, purtroppo destinato ad esaurirsi troppo presto, in una manciata di anni consumati dalle droghe.

Le tematiche ricorrenti nelle opere graffianti e spesso brutali di Basquiat riflettono i sentimenti degli afroamericani degli anni Settanta, cittadini di in un’America che si dichiarava non razzista ma in realtà faceva fatica a cancellare limiti e barriere, come quelle fisiche nei locali pubblici. L’immediatezza delle linee e delle incisioni di Basquiat sono un libro aperto su grandi domande esistenziali legate all’appartenenza e alla razza. Sono uno schiaffo all’ipocrisia e ai non detti, una risposta alla violenza di sentimenti tenuti a bada dalle droghe e dagli eccessi, dalla boxe e dalla musica. Non a caso dell’artista si dice “È stato un personaggio fondamentale nella storia contemporanea americana perché capace di intrecciare, unico per quei tempi, l’energia urbana dannata di New York con le sue radici africane segnate dalla schiavitù e dalla diaspora“.

Il Mudec propone in quest’occasione - vent’anni dopo la sua prima mostra al Whitney Museum of American Art e dieci anni dopo la retrospettiva al Brooklyn Museum of Art – una selezione di circa cento opere segnate da figure stilizzate e scribacchiate, nervose e aggressive, a tratti cancellate come spesso accade alle parole che troviamo sulla tela. Tracce tangibili delle sue visioni, simboli evocativi, citazioni e frasi tratte da canzoni e manuali, tutte parti fondamentali di un linguaggio unico, vitale e attuale.

“Non ascolto ciò che dicono i critici d’arte. Non conosco nessuno che ha bisogno di un critico per capire cos’è l’arte”.

 

Basquiat

Mudec

28 ottobre 2016 – 26 febbraio 2017

http://www.mudec.it/ita/jean-michel-basquiat/

Scrivi il tuo commento
@

La voce
dei Lettori

Eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città. Invia la tua domanda a eastwest

GUALA