Le architetture mentali di Bertrand Lavier in mostra al Kunstmuseum del Liechtenstein

Esattamente cinquant’anni fa lo stato del Liechtenstein ricevette in dono dieci preziosi dipinti da un collezionista svizzero. L’anno successivo, nel 1968, venne ufficialmente inaugurata la Staatliche Kunstsammlung del Liechtenstein, una collezione destinata a crescere e a trovare posto tra i nuclei più importanti di arte moderna e contemporanea su scala internazionale.

Exhibition view Kunstmuseum Liechtenstein, photo: Ines Agostinelli © 2016, ProLitteris, Zürich/Kunstmuseum Liechtenstein
Exhibition view Kunstmuseum Liechtenstein, photo: Ines Agostinelli © 2016, ProLitteris, Zürich/Kunstmuseum Liechtenstein

Il Museo d'arte del Liechtenstein ha seguito la crescita della collezione passo dopo passo, fino all’agosto del 2000, quando il principato ha ricevuto un nuovo, spettacolare regalo per il nuovo millennio: un nuovo museo per la collezione d’arte. Un gruppo di collezionisti privati, con l’appoggio del governo e del comune di Vaduz, hanno infatti finanziato la realizzazione di un nuovo edificio secondo un progetto ambizioso ma misurato. Il risultato è una scatola nera in cemento e basalto dalla superficie incredibilmente mobile, riflettente, che si armonizza alla perfezione con il paesaggio della Valle del Reno. All'interno di questa black box si apre uno spazio completamente bianco la cui totalità della superficie - sei spazi espositivi di grandi dimensioni – è interamente dedicata alle collezioni permanenti e temporanee.

L’abbraccio di questi spazi ha accolto alla perfezione la più grande mostra mai realizzata non solo nel piccolo Liechtenstein ma anche in Svizzera, Austria e Germania, dell'artista francese Bertrand Lavier.

Nato nel 1949 a Châtillon-sur-Seine, cresciuto come architetto prevalentemente tra Parigi e Digione, Lavier vive da più di trent’anni una seconda esistenza da artista, che lo porta ad esporre in tutto il mondo. In questa seconda vita ha portato un po’ della prima, vissuta a contatto con elementi urbani e oggetti quotidiani, pezzi di design e produzioni industriali da supermercato. La sua arte è cresciuta nella manipolazione della realtà che lo circonda, nell’impostazione di uno stile giocoso – si pensi alle famose “sovrapposizioni” di mobili e oggetti d'arredamento degli anni Ottanta - ma preciso al millimetro nel realizzare ogni dettaglio, nella scelta di ogni colore, nella proporzione e combinazione di ogni forma.

Le sue opere non creano turbamento ma sottintendono un paradosso, stuzzicano l’ingegno e la curiosità di chi le crea e di chi le osserva, attraverso l’unione di architettura e fotografia, pittura e design, oggettistica e scultura. Un esempio calzante? La fontana fatta di un fascio tubi in pvc colorati, gli stessi utilizzati per bagnare i giardini, realizzata per la Serpentine Gallery di Londra. “Io per primo ho delle reazioni di fronte alle opere che propongo. Dico spesso che uno dei più precisi strumenti di misura per giudicare le mie opere è la costernazione.”

Alla base della ricerca di Lavier vi è dunque un interesse particolare per le relazioni tra immagini, linguaggio e oggetto nel senso più ampio possibile dei termini, dunque continuamente potenziato e senza limiti di coinvolgimento, infatti, come afferma egli stesso, "Mi ispiro al supermercato e al museo in egual misura."

La mostra al Kunstmuseum Liechtenstein è stata messa a punto dal curatore Friedemann Malsch in stretta collaborazione con l'artista. Sono state sviluppate quattro sezioni tematiche principali, all’interno delle quali i principali gruppi di opere che Lavier ha iniziato a sviluppare alla fine degli anni Settanta sono stati accostati ad una serie di nuovi lavori realizzati appositamente per questa mostra. “Quando si manipolano degli oggetti, si rasenta sempre il disastro. Non c'è una ricetta, una regola, ma sentiamo che la cosa giusta si situa proprio prima del disastro e che il giusto equilibrio si trova appena prima del disequilibrio. Questa nozione ha molta importanza per me. [...] Se prendo un'opera classica, il congelatore sulla cassaforte, non ho un congelatore ordinario più una cassaforte normale. In realtà, ho una scultura bassa su un piedistallo. Per me, è una curiosa ''bissociazione''.

@benedettabodo 

Bertrand Lavier

Kunstmuseum, Liechtenstein

23 settembre 2016 – 22 gennaio 2017

http://www.kunstmuseum.li/?page=2108&aid=430&jahr=&monat=&art=future&lan=en

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