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Percezioni e suggestioni rinascimentali. Bill Viola in mostra a Palazzo Strozzi, Firenze

É cosa nota che il disegno di uno dei palazzi rinascimentali più grandiosi di Firenze si debba alla brama di riscatto pubblico e sociale che cinquecento anni fa, dopo quasi un secolo dall’esilio che la famiglia dei Medici impose loro, spinse gli Strozzi a voler costruire il palazzo più imponente in città.

Photo credit Benedetta Bodo di Albaretto
Photo credit Benedetta Bodo di Albaretto

Vero e proprio capolavoro architettonico, molte furono le vicissitudini legate alla sua costruzione e completamento – o mancato tale, dal momento che un cornicione è rimasto incompiuto – e certamente quello che accadde all’interno delle sue altissime mura ha contribuito ad accrescere la sua leggenda. Oggi, il piano nobile di Palazzo Strozzi si fa cornice di incredibili dialoghi tra antico e contemporaneo, enfatizzati, nel caso dell’allestimento attuale, dai grandi capolavori di maestri Rinascimentali quali Paolo Uccello, Pontormo, Masolino, ospitati per l’occasione. Questi dipinti in particolare sono stati fonte di ispirazione per il protagonista della mostra fin dal suo soggiorno giovanile fiorentino, e sono risultati preziosi per impostare la narrazione di una mostra attesissima, anche perché si tratta della prima personale italiana dopo molti anni.

Il percorso in questione è un vero e proprio viaggio sensoriale, un parallelo tra quello intrapreso negli anni dal videoartista Bill Viola sia a livello fisico – girando il mondo - sia in termini di evoluzione del proprio linguaggio espressivo. Firenze ha scelto di celebrare attraverso questo confronto il proprio rapporto esclusivo con Viola, artista di origini italiane nato a New York, che negli anni Settanta lavorò due anni in città in un centro di produzione e documentazione video - Art/tapes/22 - punto di riferimento per molti artisti nazionali e internazionali. Ed è proprio dagli anni Settanta fino alle grandi installazioni di recente produzione che si muove il pubblico di Rinascimento elettronico, otto sale e la Strozzina per più di altrettanti lavori, a cominciare da The Crossing, uno dei primi lavori con acqua e fuoco, utilizzati in forte contrasto con il buio sullo sfondo per enfatizzare la totalità con cui irrompono nella scena e annientano la figura umana posta al centro. The Greeting nasce invece dall’attrazione che la Visitazione ed altre opere di Pontormo hanno esercitato su Viola negli anni fiorentini, portandolo diversi anni dopo a realizzare un rallenty che ne celebra dettagli, contenuti, colori e taglio prospettico. Surrender è invece l’esempio più alto in mostra della ricerca espressiva di Viola, una rappresentazione del mito di Narciso in cui un uomo e una donna si completano come fossero uno lo specchio dell’altra. I due si chinano come per toccarsi ma uno specchio d’acqua li divide, e ad ogni immersione la loro angoscia, la disperazione si fanno più percepibili e più vivide, insopportabilmente reali.

Non solo figure umane e richiami ad opere artistiche e letterarie, ma anche interpretazioni in chiave moderna di miti ed episodi biblici, come nel caso di The Deluge, una proiezione di quasi 35 minuti fissa su un edificio, dalla cui porta aperta sulla strada escono personaggi di ogni tipo e si mescolano ad altrettanti diversi passanti. Il ritmo tranquillo del fluire quotidiano aumenta poco a poco, in un crescendo che lascia presagire una catastrofe imminente, infine anticipata da un fragore assordante e dalla fuga disordinata degli abitanti della casa, travolti dall’acqua che spazza via tutto e fuoriesce con violenza dalle finestre e dalle scale.

Anche Man/Women rimanda evidentemente agli Adamo/Eva di Cranach, esposti in occasione del confronto, la cui cultura nordica motiva l’isolamento delle figure su pannelli a grandezza naturale. Lo stesso impatto visivo scelto da Viola, che vuole come supporto alle sue proiezioni due lastre di granito nero, due schermi che accolgono le immagini di un uomo e una donna anziani, nudi e armati di una torcia, che utilizzano per esaminare con attenzione il proprio corpo, alla ricerca di segni di malattia e decadimento. Veri e propri tableaux vivants che anziché enfatizzare la loro evidente fragilità, restituiscono un’immagine brillante, solida e maestosa, un contrasto incredibile e commovente. Altrettanto incredibile è l’installazione sonora Presence, allestita negli spazi sotterranei della Strozzina e presentata originariamente alla Biennale di Venezia del 1995. Un corridoio dei sospiri che sussurra segreti e piccole storie a chi percorre lo, respirando profondamente e palpitando, invecchiando nel timbro e nello spirito ad ogni passo, dall’infanzia alla vecchiaia.

Un’esposizione molto fisica ed altrettanto spirituale, accompagnati da Viola alla scoperta delle infinite sfaccettature umane, attraverso la percezione di forze ed energie opposte, acqua e fuoco, luce e buio.

@benedettabodo

 Bill Viola – Rinascimento elettronico

Palazzo Strozzi, Firenze

10 marzo – 23 luglio 2017

http://www.palazzostrozzi.org/mostre/bill-viola/

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