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L'inarrestabile protesta degli studenti bangladesi chiede strade sicure

L’ennesimo incidente mortale che coinvolge due studenti, la protesta di migliaia di giovani e la violenza repressiva di uno Stato che non desidera contestazioni

Nasce tutto da un incidente in cui due giovani hanno perso la vita il 29 luglio scorso a Dacca, travolti da un autobus mentre aspettavano alla fermata.

Ogni anno in Bangladesh muoiono più di 10.000 persone in incidenti stradali, quasi la metà sono semplici pedoni. Così gli studenti sono scesi in piazza nella capitale per chiedere maggiore sicurezza e manifestano ancora oggi.

La risposta delle forze dell’ordine è stata violenta e repressiva e non ha risparmiato gli organi di informazione, con l’arresto dell’attivista e fotografo Shahidul Alam. Mentre il primo ministro Sheikh Hasina ha risposto con la proposta, per nulla rispondente alle richieste dei manifestanti, di una legge per condannare alla pena di morte chi compie omicidi stradali.

Ma i ragazzi non sono disposti a fermarsi e sfidano la stagione delle piogge rimanendo in strada per continuare a chiedere strade sicure e autisti affidabili, mentre sui social network l'eco delle proteste è affidato all'hashtag #wewantjustice.

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