Intervista allo scrittore texano su Trump, l’uomo di Cro-Magnon e quello di Neanderthal, la voglia di fare anche film e la sua amatissima coppia di detective Hap e Leonard. Modello di un equilibrio che dovremmo aspirare a raggiungere in un mondo «sempre più piccolo»

 Automobili con la carrozzeria in legno in un parcheggio della California. REUTERS/Mike Blake
Automobili con la carrozzeria in legno in un parcheggio della California. REUTERS/Mike Blake

«Si guidano l'un l'altro, si spingono a vicenda in direzioni diverse e ciò nonostante tornano insieme tutte le volte, come lo Yin e lo Yang». Cordiale e disponibile di persona quanto corrosivo e immediato nelle sue opere, lo scrittore texano Joe R. Lansdale sta parlando di Hap e Leonard, la coppia di detective da lui creata, protagonista di una serie di racconti e romanzi – fra cui il nuovo libro Bastardi in salsa rossa, pubblicato in Italia da Einaudi, e il prossimo, Il sorriso di Jackrabbit –, una delle punte di diamante di una produzione vasta ed eclettica.


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Lansdale, riscontra un equilibrio come quello fra Hap e Leonard intorno a sé?

«Vedo maggiormente una diffusione di posizioni radicali: un equilibrio come quello tra Yin e Yang è quanto ci vorrebbe per unificarle e ciò sarebbe, sul piano teorico, auspicabile. Dobbiamo sforzarci di favorirlo, di mantenerlo. Staremo a vedere».

L'America sta cambiando? Scorge più razzismo e meno accoglienza?

«Credo che il mondo intero stia cambiando: sta diventando sempre più piccolo e un numero maggiore di persone sono immigrati. È quanto sta avvenendo e continuerà ad avvenire, è un processo che non si può interrompere. Ho appena letto a proposito degli uomini di Neanderthal, che si pensava fossero estinti ma a torto, in quanto si integrarono con gli uomini di Cro-Magnon e altri gruppi. Così noi non scompariremo se accetteremo di diventare parte integrante gli uni degli altri. Penso che questo sia quanto sta avvenendo, gradualmente ma sta avvenendo».

La stampa ha le sue responsabilità nella diffusione di insicurezze e paure?

«La stampa ha molte responsabilità. Stampa, opinione e intrattenimento oggi procedono insieme: non è così che dovrebbe essere. La stampa dovrebbe rappresentare ciò a cui la gente si rivolge per tenersi informata sui fatti e io credo ancora che i migliori giornalisti svolgano tale ufficio, nonostante un sacco di giornalisti televisivi non possano venire annoverati in questa schiera».

Cambiando argomento, a suo avviso il presidente Trump riuscirà ad arrivare alla fine del suo mandato?

«Credo che sicuramente, se i democratici si imponessero con maggiore risolutezza, sarebbero in grado di respingerlo. L'impeachment o le dimissioni sarebbero delle soluzioni auspicabili ma, se queste non dovessero concretizzarsi, bisognerà almeno tenerlo sotto controllo fino alle elezioni di metà mandato».

Secondo lei, Trump sta perdendo i propri sostenitori?

«Sì. Trump gira con il vento: per un po' li fa felici, acconsentendo alle loro richieste ma, com'è sua consuetudine, non aiuta davvero nessuno e non porterà a compimento le molte cose che hanno davvero importanza nel medio termine».

Parlando della sua scrittura, lei è davvero eclettico: scrive romanzi, racconti, fumetti, sceneggiature. In che modo sceglie il mezzo espressivo più adatto? Qual è il suo approccio al riguardo?

«Non ci penso: ogni qualvolta ho un'idea che corrisponde a un certo mezzo espressivo, lo adopero».

Cosa può dirci dei suoi progetti futuri?

«C'è un romanzo a cui sto lavorando ora e altri, già terminati, di prossima uscita. Forse dirigerò un film – questo il proposito – e continuerò a scrivere racconti, libri, sceneggiature e fumetti: mi conoscete».

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