L’energia di una situazione, lo spazio per l’azione. Giovanni Anselmo al Castello di Rivoli

Trentadue anni fa i portoni del Castello di Rivoli si aprirono per la prima volta ad artisti e visitatori, accogliendo mostre e personalità che hanno segnato per sempre il panorama dell’arte contemporanea italiana e internazionale. Fra questi spicca il nome di un artista che si è da subito distinto per la sua ricerca della forza vitale insita nei materiali, e per la sua volontà di rendere tale energia manifesta attraverso interazioni sempre nuove.

Photo credit Castello di Rivoli

Parliamo di Giovanni Anselmo, nato nella piccola Borgofranco d’Ivrea nel 1934, cresciuto pittore e maturato scultore, presentato all’interno di una prima mostra collettiva da Sperone alla fine degli anni Sessanta, un battesimo ricco di significato. Infatti, fu così che Anselmo si unì al gruppo dell’Arte Povera, portando in dote la propria capacità di congiungere materiali molto diversi tra di loro, scegliendoli in base alle differenze e alle potenziali sinergie, ad esempio la loro composizione, duttilità oppure provenienza. Le sue sculture vivono di elementi incompatibili e opposti la cui spinta inversa sprigiona un’energia palpabile, anima di ogni lavoro.

Prendiamo ad esempio le sue Torsioni, dove il cuoio è stretto allo spasimo attorno a un manico di legno, a volte contrapposte alla staticità di un basamento di granito, a volte a quella di una parete. Oppure Respiro, quello esalato da una spugna stretta tra due barre di ferro, che ricorda quello che più spesso viene associato alla poetica di Anselmo, ovvero il cespo di insalata schiacciato tra due blocchi di granito.

Il Castello di Rivoli ha voluto omaggiare con una grande personale, la prima in questi spazi, un artista che è già stato consacrato da numerosi premi – tra cui un Leone d’Oro a Venezia - e da una crescita esponenziale delle sue quotazioni – record di vendita nel 2015 da Christie’s, oltre 6 milioni di dollari per una Torsione. Per farlo al meglio, la direttrice Bakargiev ha lasciato ad Anselmo carta bianca, in modo che potesse dare libera espressione a nuove riflessioni e nuove energie.

Lo scultore ha scelto di occupare – o meglio di non occupare – l’intera Manica Lunga del Castello, uno spazio imponente ed impegnativo che a prima vista appare vuoto, ad eccezione della luce e del paesaggio che entrano dalle grandi vetrate, quasi del tutto oscurate in occasione di altre esposizioni. Il silenzio del lungo corridoio viene rotto dai passi e dallo sfrigolio dei proiettori di luce che danno corpo a Particolari, proiezioni che rimarcano la nostra presenza in questo spazio, in questo momento, tanto quanto l’opera fotografica Il panorama con mano che lo indica.

In realtà, man mano che si avanza nello spazio sembra che Anselmo renda omaggio al visitatore in grado di aprire gli occhi sulla realtà che lo circonda, sull’essenza del luogo e del contesto in cui si trova e si orienta. A partire dall’opera Interferenza nella gravitazione universale (1969-2016), Anselmo ha creato un percorso che – attraverso alcune sue opere storiche come Mentre la terra si orienta e Le stelle si avvicinano di una spanna in più… – sottolinea la fisicità della Manica ed il suo orientamento nello spazio e nel paesaggio, e dunque coinvolge lo spettatore.

Un’evoluzione del suo pensiero, chiaramente espresso “A ogni modo di pensare o di essere, deve corrispondere un modo di agire. I miei lavori sono la fisicizzazione della forza di un’azione, dell’energia di una situazione o di un evento, non l’esperienza di ciò a livello di annotazione, di segno, o di natura morta soltanto. È necessario che l’energia di una torsione viva con la sua vera forza. Non vivrebbe certo con la sola sua forma”.

@benedettabodo

Mentre la mano indica, la luce focalizza, nella gravitazione universale di interferisce, la terra si orienta, le stelle si avvicinano di una spanna in più...

Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea, Torino

5 aprile - 25 Settembre 2016

www.castellodirivoli.org

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