Lessons of a City. Amman come caso studio del collettivo fotografico Planar

Come cambiano le città quando si modificano gli assetti geopolitici? Quanto è profonda e duratura la traccia lasciata dalle glorie del passato, quanta la storia che resiste tra le mura e le strade di un’antica capitale?

photo credit Repubblica.it
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Questa la domanda alla base del progetto di ricerca portato avanti dal collettivo fotografico Planar, fondato nel 2014 da Antonio Ottomanelli, Francesco Stelitano, Letizia Trulli, Anna Vasta, e ampliatosi in seguito con Armando Perna e Elisabetta Fanelli. Oggi, questa realtà che ha coinvolto professionisti come architetti e fotografi ma anche studenti, ha trovato casa a Bari, dove in occasione della mostra legata al progetto Frozen Imaginaries ha inaugurato la propria galleria d’arte, insieme anche laboratorio artigianale ed editoriale, al piano terra dell’Hotel Imago. Dopo anni di attività itinerante, Planar ha scelto un avamposto strategico per la ricerca e di informazione, organizzando un centro di monitoraggio, raccolta e trasmissione delle nuove frontiere della cultura globale in ambito di arte visiva.

Quale poteva essere la protagonista della prima mostra - Lessons of a City - del collettivo? La capitale della Giordania, Amman, città abitata fin dal Neolitico - più precisamente dal 6500 a.C. – ma rimasta a lungo un piccolo villaggio, fino a che non divenne una tappa del pellegrinaggio annuale verso La Mecca alla fine del XIX secolo. Per un secolo non fu più che una grande cittadina, fino alla creazione dello Stato di Israele nel 1948, quando si trovò ad ampliarsi per accogliere centinaia di rifugiati palestinesi. Oggi, Amman è un centro nevralgico che ospita quasi tre milioni di abitanti, ragion per cui Planar l’ha scelta per portare avanti una mappatura fotografica delle sue continue evoluzioni, strettamente legate alla recente storia e geopolitica del Mashriq.

Il collettivo mira ad essere considerato un avamposto europeo per gli scambi culturali con il mondo arabo, incoraggiando partnership tra aziende private, artisti e progetti attraverso programmi di ricerca che mantengano viva la visibilità e le relazioni con il mondo arabo. In effetti, il motore propulsivo del lavoro di Planar è la volontà di indagare le conseguenze di un conflitto, inteso non da un punto di vista militare, ma come consapevolezza dell’effetto collaterale di disgregazione che la guerra porta con sè, insieme alla perdita di memoria e testimonianze, all’abbandono di luoghi e tradizioni. Planar si propone di sfruttare al meglio il potere documentale della fotografia, strumento fondamentale per la costruzione di archivi che raccolgano il passato e permettano anche in futuro di analizzare il nostro presente.

Quello che è possibile vedere in mostra è una raccolta di reperti e documenti fotografici che raccontano la storia della città di Amman e delle sue trasformazioni, partendo dal colonialismo inglese ed arrivando al più recente mercato immobiliare, in fermento a causa del più alto indice di immigrazione registrato in tutto il Mashreq arabo. In questo caso la ricerca – e la mostra - di Planar sono state promosse dalla Columbia University GSAPP’s Studio-X Amman - Columbia Global Centers di Amman, in collaborazione con il Politecnico di Bari, DICAR Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell’Architettura.

@benedettabodo 

Lessons of a City

Planar Gallery, Bari

24 febbraio - 31 maggio 2017

http://planar.ph/?p=1559

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