ISIS e wahhabismo - Intervista a Terence Ward

Il legame che unisce wahhabismo e monarchia saudita ha radici in un lontanto passato ma tragiche ripercussioni nel mondo di oggi; lo studioso Terence Ward lo analizza nel saggio Per capire oggi il Medio Oriente. L'ISIS spiegata ai giovani (Libreria Editrice Fiorentina, 2017).

Terence Ward, quali sono le caratteristiche principali del wahhabismo e le sue aree di diffusione?
Il wahhabismo è nato 250 anni fa dalla dottrina puritana ed estremista predicata da Mohammad ibn Abdel Wahhab nel deserto dell'Arabia Centrale. Solo l'Arabia Saudita e il Qatar hanno adottato la dottrina wahhabita come fede nazionale. Guidata da Da’wa Wahhabiya, la missione wahhabita, grazie al finanziamento saudita, ha costruito per quaranta anni moschee e madrasa dall'Indonesia al Marocco, in tutto il mondo islamico e anche in Europa, dove Bruxelles è considerata capitale del wahhabismo europeo. La loro missione consiste nel convertire al wahhabismo il mondo musulmano sunnita. La strana ironia è che sia Isis che al-Qaida hanno ammesso le radici wahhabite nella loro ideologia.

Quanto è antico – e anche fragile – il legame fra wahhabismo e monarchia saudita?
Questo legame risale a 250 anni fa e ha inizio con il fondatore della dinastia saudita che strinse un'alleanza con Abdel Wahhab. La famiglia reale saudita ha sempre contato seguaci della dottrina wahhabita. Il loro rapporto è fragile perché spesso la famiglia reale è stata accusata dai wahhabiti puritani di non essere pura, ma decadente e illegittima. La monarchia, tuttavia, è legata ai wahhabi dal primo patto stretto dal sovrano saudita e Abdel Wahhab, fondatore della setta.

Potrebbe parlarci del legame fra il wahhabismo e i gruppi terroristi?
L'Arabia Saudita – centro del wahhabismo – ha prodotto non soltanto Bin Laden, ma anche quindici dei diciannove dirottatori dell'attentato dell'11 settembre 2001; ha inviato in Iraq, dopo l'invasione del 2003, più attentatori suicidi di qualunque altro paese; ha fornito più combattenti stranieri allo Stato Islamico – 2.500 – di qualunque altro paese, ad eccezione della Tunisia. Con enorme imbarazzo delle autorità saudite, lo Stato Islamico adottò testi di scuola ufficiali sauditi finché il gruppo terrorista non fu in grado, nel 2015, di pubblicarne di propri. Ad eccezione di dodici lavori di studiosi musulmani ripubblicati dallo Stato Islamico, sette appartengono a Muhammad ibn Abd al-Wahhab, fondatore nel diciottesimo secolo della Scuola Saudita dell'Islam. L'ISIS rivendica essere i wahhabi più puri del regime saudita. I Talebani sono stati creati attraverso le scuole fondate dai wahhabi per i rifugiati afghani in Pakistan. La parola Talib in arabo significa “studente”.

Come giustifica il silenzio della politica e dei media occidentali al riguardo? Vi è un accomodamento tra i poteri occidentali e l'Arabia Saudita?
Basta guardare l'assurdo favore di Trump verso Riad. L'Araba Saudita gode di un accomodamento di vecchia data con l'America. Obama è stato il primo presidente a porsi domande circa la logica di tale “alleanza”. Egli constatò l'espansione del wahhabismo in Indonesia e ne rimase profondamente turbato. Denuclearizzò l'Iran e si rifiutò di prendere le parti nel conflitto fra Sciiti e Sunniti in corso in Siria e Iraq. L'ironia sta nel fatto che l'Arabia Saudita – il paese che creò e finanziò al-Qaeda e l'ISIS – è nuovamente in buoni rapporti con l'America di Trump. I media occidentali sono stati comprati, le storie messe a tacere e gli studi di PR lavorano notte e giorno per garantire che qualunque articolo negativo inerente il finanziamento saudita al terrorismo sia sistematicamente respinto. Questo il motivo di tale silenzio.

Cosa ne pensa della recente visita di Trump in Arabia Saudita?
È stato scioccante. È stato ricevuto come un imperatore dal più grande sponsor al mondo del credo dottrinale del wahhabismo, a lungo dichiarato dall'ISIS quale loro ideologia ufficiale (e anche dello Stato del Qatar). Ignorare il ruolo dell'Arabia Saudita nel terrorismo e concentrarsi unicamente sul Qatar è l'apice dell'ipocrisia. L'acquisto di 110 miliardi di dollari di equipaggiamento militare ha fatto da torta nuziale. Le dimostrazioni di forza contro l'Iran da parte di USA, Israele e Arabia Saudita hanno ufficilamente annunciato una nuova Guerra Fredda in Medio Oriente che, a causa di un incidente, potrebbe portare alla Terza Guerra Mondiale.

Come giudica il supporto iniziale concesso da Trump all'Arabia Saudita e ad altri paesi arabi contro il Qatar?
È filtrata la notizia circa la vendita al Qatar di 12 miliardi di aerei da guerra F16 e anche che una base militare USA è allocata in Qatar: staremo a vedere come continuerà tale relazione d'interessi basata sull'ipocrisia. Dopo il 9/11, Bin Laden realizzò il proprio desiderio. Gli americani spostarono senza clamore la loro base militare dall'Arabia Saudita al Qatar. Lo sceicco di Abu Dhabi ha ora proposto agli americani di spostare la loro base aerea negli Emirati Arabi Uniti. Sicuramente il Qatar, in sinergia con i wahhabi, ha finanziato i gruppi terroristici, ma affermare che i sauditi non facciano lo stesso è semplicemente scandaloso.

Perché Bruxelles è considerata capitale europea del Wahhabismo?
Perché vi fu fondata la prima moschea wahhabita d'Occidente. Dopo la Guerra dello Yom Kippur, Re Faisal visitò Bruxelles e Re Baldovino gli offrì il Padiglione Orientale per costruirvi una moschea in cambio di uno sconto sul prezzo del petrolio. Il sobborgo di Mollenbeck ospita ora molti wahhabi convertiti e costituiva la dimora degli attentatori di Parigi. Bruxelles conta in questo momento settantasette moschee.

In cosa consiste il doppio gioco di Erdogan e della Turchia?
L'odio di Erdogan verso Assad e gli sciiti fu alla base della sua collaborazione con i gruppi dell'ISIS e al-Qaida contro il regime. Supportò di continuo le milizie sunnite siriane radicali, recitò la parte di membro della NATO mentre permetteva che le armi finanziate dai Sauditi passassero oltre il confine per giungere in possesso dell'ISIS. La sua paura più grande non è rappresentata dall'ISIS quanto dai combattenti curdi che stanno dominando in misura sempre maggiore le zone di guerra del nord della Siria e stanno combattendo ora per le strade di Raqqa, capitale effettiva dello Stato Islamico. Presto, Erdogan intraprenderà una guerra contro i curdi quando questi avranno liberato Raqqa. Ironia vuole che, in mezzo a tutta questa sofferenza, se Erdogan avesse voluto porre fine all'ISIS, avrebbe potuto farlo con la massima celerità attraverso una rapida incursione dell'esercito turco.

Che tipo di legame univa Bin Laden, la monarchia saudita e gli USA?
La monarchia saudita ammirava Bin Laden per i suoi cimenti jihadisti in Afghanistan. Gli americani furono entusiasti del fatto che i jihadisti sauditi si schierassero contro i traditori sovietici. La famiglia saudita supportò finanziariamente Bin Laden e spesso dialogò con lui. Durante la Guerra del Golfo, tuttavia, Bin Laden offrì protezione ai sauditi contro l'esercito di Saddam lungo il confine del Kuwait occupato. La famiglia saudita rifiutò e chiamò a intervenire gli americani. L'insulto e l'invito a intervenire – rivolto alle schiere del 'crociato infedele' – all'interno dell'Arabia Saudita, terra sacra che annovera due sante moschee, cagionarono la rottura e Bin Laden condannò la famiglia per atti eretici. La guerra ebbe inizio.

Hillary Clinton ammise che i regimi di Arabia Saudita e del Qatar, appoggiati dagli USA, supportarono l'ISIS?
In numerosi cablogrammi di Wikileaks, Hillary Clinton, in qualità di Segretario di Stato, è registrata mentre lamenta l'ammontare di fondi destinati all'ISIS da parte di Arabia Saudita e Qatar. In maniera molto chiara rileva che si tratta, per la maggior parte, di finanziamenti privati, ma accusa i governi insistendo che essi facciano troppo poco per bloccare tali finanziamenti. Nel dicembre 2009, Il Segretario di Stato Hillary Clinton comprese da dove proveniva il flusso di denaro. «I finanziatori dell'Arabia Saudita costituiscono la più importante fonte di finanziamento per i gruppi terroristi sunniti in tutto il mondo. L'Arabia Saudita rimane una fondamentale base di supporto finanziaria per al-Qaida, i Talebani e, in Pakistan, Lashkar-e-Taiba». Clinton, nel medesimo cablogramma, descrisse i suoi alleati come riluttanti. «È una sfida continua convincere le autorità saudite a considerare i fondi destinati ai terroristi provenienti dall'Arabia Saudita come una priorità strategica». Identificò allora tre enti benefici sauditi, considerati negli USA entità terroristiche, ancora operative nel Regno. «L'intelligence indica che questi gruppi continuino a inviare denaro all'estero e, talvolta, finanzino l'estremismo estero». Nel luglio 2013, finalmente, il Parlamento Europeo si pronunciò pubblicamente, dichiarando: «il Wahhabismo è la fonte principale del terrorismo globale». E, in un'altra mail, resa poi pubblica, di una conversazione privata risalente a tre mesi dopo, Clinton rilevò in modo incisivo che «i Sauditi hanno esportato in tutto il mondo l'ideologia più estrema degli ultimi trent'anni». 

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