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Viet Nam, miti e racconti

I vietnamiti si raccontano ancora oggi come figli del dragone e della fata. E la loro tradizione è ricchissima di miti e leggende sugli arbori del Regno dei Viet, sulla formazione dei paesaggi naturali, su eroi ed eroine che incarnano gli ideali e i valori di una civiltà ricca e multietnica, nata più di 2700 anni fa e cresciuta nella fertile interdipendenza fra popolazioni di origine malayo-polinesiana, mongola e sino-tibetana.

Credits freedomforvietnam.wordpress.com

Per molti secoli, attraverso la trasmissione orale nelle diverse regioni del Vietnam si sono tramandate storie fantastiche come quella del Genio della montagna e del Genio delle acque, storie di giganti, di re che scacciano i demoni suonando il gong e altri strumenti musicali, di principesse di straordinaria bellezza e di ragazzi sulla luna. E ancora, favole che raccontano la forma della terra e del cielo, che parlano di spade magiche e del sandalo dell'amore e della preparazione (e del significato) di alcuni cibi. Una selezione di testi tratti da questo vasto repertorio di narrazioni orali è stata raccolta e pubblicata nel volume Việt Nam Miti e racconti, edito da ObarraO. Un libro nato da un lungo lavoro sul campo e della fruttuosa collaborazione fra l'editore e studioso del Sudest-asiatico Maurizio Gatti, la vietnamologa Alessandra Chiricosta e lo scrittore Nguyen Huy Thiep che vive ad Hanoi.
«Ciò che colpisce è soprattutto l’incredibile capacità del popolo Viet di difendere e mantenere la propria lingua e cultura basate sulla trasmissione orale, malgrado i tentativi della sistematica politica di assimilazione che la Cina», dice Maurizio Gatti ad East. La dominazione cinese cominciò con l'impero Han nel 111 a. C e continuò per 900 anni. Portando ad un inteso interscambio culturale; anche se assai sofferto. «I miti e le leggende furono creati seguendo la prassi letteraria cinese di fondere verità storica a finzione. I personaggi e gli avvenimenti spesso sono storiograficamente riscontrabili ma collocati in una dimensione fantastica. E questo - sottolinea il fondatore di ObarraO - è stato il solo mezzo attraverso il quale il popolo vietnamita, con i suoi cantori e poeti, ha potuto dare una rappresentazione di sé. Criticando il potere politico e religioso e, al contempo, salvaguardando la propria identità».
Fra i miti fondativi della civiltà vietnamita c'è in particolare la storia di un eroe dalla forza straordinaria, Loc Tuc, e della bella Long Nu, che nel libro è riportata con il titolo “Il Dragone e la Tien”. Una leggenda densa di significati, spiega il curatore, «non solo perché l'eroe Lac Long Quan rende vivibile il territorio dell'attuale bacino del fiume Rosso gettando le basi per uno sviluppo agricolo del paese, Non solo perché l'eroina, Au Co, genera e educa una stirpe di re che trasformerà il territorio vietnamita in un regno, ovvero in uno Stato. Ma anche perché rappresenta l’unione di due popolazioni, degli abitanti delle coste (afferenti a Lac Long) e quelli dell’interno (afferenti a Au Co). Infine perché spiega il particolare sistema di lignaggio vietnamita, definito “doppio”, dal momento che integra matrilinearità e patrilinearità».
E se alcuni studiosi hanno letto questo racconto e i diffusi culti delle dee madri come la testimonianza di un “matriarcato originario” in Vietnam, gli autori di Việt Nam Miti e racconti sottolineano che un tema costante della lunga storia di lotte per l’indipendenza del Vietnam dalla Cina, dalla Francia e dagli Usa è il riconoscimento del ruolo e dei diritti delle donne, «già presenti nei Codici più antichi, non riscontrabili in alcun altro paese asiatico e occidentale».
Da lettori possiamo dire che Au Co non è la sola figura femminile interessante che s'incontra in questo volume. C'è anche la dolcissima To Thi Vong Vhu (la montagna dell’attesa) e poi, seguendo i suggerimenti di Maurizio Gatti, conosciamo le sorelle Trung (12-43 d. C): «le prime a organizzare un esercito per liberarsi dei cinesi. Sono eroine nazionali. A loro è dedicato un tempio e un distretto di Hanoi che porta il loro nome». Ma quanto tutto questo corrispondeva davvero al ruolo della donna nella società vietnamita più antica e tradizionale? «La donna ha sempre avuto un ruolo centrale nella vita familiare e sociale e culturale della nazione - risponde Gatti -. Prima che si affermasse l'etica confuciana, retaggio della dominazione cinese, nessun matrimonio poteva essere fatto senza il consenso della donna. Per validi motivi lei poteva rompere la promessa di matrimonio. Poteva ottenere il divorzio e aveva il diritto all’eredità dalla famiglia d’origine. Nell'antichità le donne vietnamite godevano di un'importanza sociale e politica inimmaginabile non solo per questa area geografica».

@simonamaggiorel

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