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Mondi agli antipodi, percorsi paralleli e in divenire. Michelangelo Pistoletto al Museo Nazionale di Belle Arti dell’Avana, Cuba

"La conseguenza più straordinaria della rivoluzione cubana è l'incredibile coscienza rivoluzionaria che si è sviluppata nel popolo". Se anche Fidel Castro non pensava al fronte artistico e culturale della sua amata e controversa Cuba, certo è che gli ultimi anni in particolare hanno visto un’apertura eccezionale dell’isola nei confronti degli artisti internazionali.

Photo credit: Vista dell’esposizione “Michelangelo Pistoletto”, Museo Nacional de Bellas Artes, L’Avana, Cuba, 2016 Foto Paola Martínez Fiterre. Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana
Photo credit: Vista dell’esposizione “Michelangelo Pistoletto”, Museo Nacional de Bellas Artes, L’Avana, Cuba, 2016 Foto Paola Martínez Fiterre. Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana

Abbiamo già parlato delle iniziative della Galleria Continua all’Avana, in questi mesi coinvolta direttamente ed attivamente con il Museo Nazionale di Belle Arti della capitale e la Cittadellarte - Fondazione Pistoletto di Biella nell’allestimento della prima mostra personale a Cuba dell’artista italiano Michelangelo Pistoletto. Un’esposizione che ha segnato un momento importante, la ciliegina su una torta che è frutto di lunghe ispirazioni e contaminazioni più o meno consapevoli, coincidenze e fascinazioni disarmanti, il tutto in perfetto stile cubano.

Pistoletto, biellese di nascita e per passione dal 1933, è cresciuto vestendo i panni di figlio d’arte. Apprendista del padre -pittore e restauratore - iniziò a lavorare con lui quando era ancora un adolescente, per poi frequentare la scuola grafica pubblicitaria di Armando Testa, e finendo - fin dai primi anni Cinquanta – per approfondire, studiare e sperimentare nuove angolazioni e nuove rese ad effetto per ritrarre se stesso. Una ricerca quasi esclusiva quella di Pistoletto sull’autoritratto, una fase di sperimentazione elaborata e prolungata nel tempo che portò alla realizzazione di molte opere a dimensione reale, con rese cromatiche differenti, man mano più neutre e riflettenti. Nello stesso periodo, dall’altra parte del mondo, Fidel Castro portava a compimento la sua impresa Rivoluzionaria, conquistando il potere e cambiando per sempre la geografia politica e culturale del popolo cubano.

Per combinazione, sarà nel 1962 che la ricerca di Pistoletto approderà alla famosa serie dei Quadri specchianti, opere con una componente fotografica - stampata su carta velina – applicata su una lastra di acciaio inox lucidata a specchio. La sua rivoluzione? Un’opera in cui la presenza dello spettatore è reale e percepita nello specchio, così come la reale misura del tempo. Nel frattempo, Cuba si ritrovò in piena crisi missilistica quando nell'ottobre del 1962 scoppiò la pesante crisi diplomatica tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, prologo della quale fu una ricognizione svolta da due aerei spia statunitensi sopra lo spazio aereo cubano. Nello stesso momento in cui Cuba prese le distanze dagli Stati Uniti, i Quadri specchianti portarono Pistoletto a partecipare alle più importanti manifestazioni artistiche internazionali dedicate alla Pop Art e al Nouveau Realisme, sancendo la sua ascesa nell’olimpo degli artisti contemporanei.

Nel 2015, un periodo di permanenza di Pistoletto a Cuba - legato alla partecipazione dell’artista alla XII Biennale dell’Avana - ha ispirato un nuovo ciclo di diciotto Quadri specchianti interamente dedicati alla vita quotidiana cubana. Le sue famose superfici riflettenti hanno accolto infatti le sagome di persone fotografate per strada o in edifici pubblici, indaffarate in varie e caratteristiche attività quotidiane. “Questo paese è un laboratorio nel quale si parte da un livello culturalmente elevato. [..] L'arte deve lavorar per far funzionare la metamorfosi e portarla verso un nuovo mondo possibile.”.

Da questa serie e dalle sue riflessioni è scaturita la volontà di un’esposizione dedicata, organizzata all’interno del Museo Nazionale di Belle Arti, un percorso che offre un’ampia panoramica dell’intera carriera artistica di Pistoletto, dai suoi esordi fino ai giorni nostri. La selezione di opere esposte include lavori storici e inediti, ed è stata inaugurata da una performance dell’artista, il quale ha portato all’Avana la sua Walking Sculpure, una reinterpretazione della sua celebre Sfera di giornali, realizzata e fatta rotolare nel 1967 per le strade di Torino. La nuova scultura è stata portata in giro per le strade dell’Avana, perché, come dice Pistoletto “Rappresenta una speranza e un'opportunità [..] Se si lancia una sfera tra le persone, reagiranno alla sfera e inizieranno a giocare con essa, cercando di spingerla verso un obiettivo, cogliendo l’occasione. In questo caso, la palla è anche una grande metafora degli incontri della vita e delle interazioni”.

@benedettabodo 

MICHELANGELO PISTOLETTO
Museo Nazionale di Belle Arti dell’Avana, Edificio Arte Universal
25 novembre 2016 - 13 marzo 2017

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