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Se vogliamo salvare l'umanità, l'unica soluzione sono le smart cities

Sfide ambientali, consumo di acqua e aria, risparmio di energia e trasporti “intelligenti”: la tecnologia avanza. E forse sarà proprio lei che aiuterà l’umanità ad affrontare tutti questi problemi.

Un modello di SmartBird del costruttore tedesco FESTO. REUTERS/Morris Mac Matzen
Un modello di SmartBird del costruttore tedesco FESTO. REUTERS/Morris Mac Matzen

Se ne è discusso lo scorso 1° dicembre a Washington al Brookings Institution, dove si è tenuto un dibattito dal titolo “Sustainability, smart cities, and the internet of thing, moderato da Darrell M. West, direttore e fondatore del Center for Technology Innovation.

Come ha detto Sokwoo Rhee, ospite del panel e direttore associato del Cyber-Physical Systems Program- NIST, l’Internet of Thing è come la rivoluzione industriale.

La prossima fase sarà dominata dal 5G, che non è semplicemente un'estensione del 3G e 4G, ma una vera e propria rivoluzione che comprende una rete eterogenea che integra il 4G, Wi-Fi, alle onde millimetriche e altre tecnologie wireless.

In che modo però la rete digitale 5G potrà migliorare il consumo dell’acqua, l’inquinamento, la gestione del traffico e la progettazione degli edifici?

Tutto grazie a dei semplici sensori. Si è fatto l’esempio di Flint, nel Michigan, dove nel 2014 si cambiò la fornitura d’acqua e molti bambini dopo averla bevuta ebbero gravi eruzioni cutanee e malattie anche mortali. Si scoprì poi che si trattava di acqua non potabile con alti livelli di piombo e che 8.000 bambini sono stati esposti a queste tossine. Si è calcolato che per i cittadini di Flint questo episodio costerà 400 milioni di dollari in danni per l’abbassamento dei livelli di produttività e le maggiori spese del sistema penale. Invece la tecnologia digitale avrebbe potuto allertare le autorità cittadine. Infatti semplici sensori a basso costo sarebbero stati in grado in breve tempo di rilevare nell’acqua le sostanze chimiche pericolose.

Un altro grave dramma dei nostri giorni è l’inquinamento atmosferico, a causa del quale secondo il World Health Organization, “ogni anno muoiono prematuramente più di tre milioni di persone”. Anche su questo fronte la tecnologia digitale offre alle persone strumenti utili per monitorare e migliorare la qualità dell’aria.

A San Josè, in California, per esempio, sono attivi sensori capaci di rintracciare nell’aria ben cinque diverse sostanze chimiche e segnalare quando si raggiungono livelli pericolosi.

Anche nel trasporto, grazie alla tecnologia digitale si stanno sperimentando nuove frontiere che hanno come ambizioso obiettivo gestire il traffico. Addirittura attraverso segnali stradali intelligenti con un funzionamento dinamico che a differenza dei normali semafori misurano in tempo reale il traffico effettivo e si regolano in base alla quantità di veicoli circolanti. Con questo aggiornamento viene migliorato il flusso e nello stesso tempo la qualità dell'aria. Con l’acquisizione dei dati reali, secondo Timothy Fleming, direttore di Enterprise Sustainability - AT&T, si garantisce un grosso guadagno in termini di sostenibilità.

Dello stesso parere Bridget Karlin del Group Internet of Thingh di Intel sostiene che anche con le auto intelligenti senza conducente si potranno migliorare il risparmio energetico e l’inquinamento. Secondo un recente rapporto di Morgan Stanley, con queste auto dovrebbero essere risparmiati addirittura 150 miliardi di dollari nel risparmio sui costi del carburante e 138 miliardi in guadagni di produttività negli Stati Uniti.

Anche nella costruzione degli edifici, secondo gli esperti, lo smart design è capace di ridurre fino al 70 per cento il consumo energetico. Case e uffici con un sistema d’illuminazione e termostati capaci di capire quando le persone sono in camera e di conseguenza accendersi. L'Empire State Building a New York rappresenta un esempio di come risparmiare energia. Ha più di 100 inquilini, ed ha dei sensori che misurano il consumo di energia di ogni inquilino e li aiuta a ottimizzare il consumo. Grazie a questi strumenti di monitoraggio, l'edificio ha ridotto i costi energetici del 38 per cento.

Oggi, già un certo numero di aziende e città stanno gestendo le proprie risorse e monitorandole attraverso tali soluzioni tecnologiche. Ma perché tutto ciò possa diventare la normalità e si possano sperimentare nuove frontiere è essenziale che ci sia una sinergia tra il settore pubblico e le società private con il supporto dei ricercatori universitari.

Come sostenuto da John Garrity (Senior Connectivity Advisor – USAID) un altro tema sul quale riflettere è il “digital divide”; è molto importante infatti che l’Internet of Thing (IoT), avendo un grande impatto sullo sviluppo rurale, non sia solo per le economie avanzate e il settore industriale ma sia accessibile a tutti i livelli di sviluppo.

Se la strada maestra sembra già indicata ora bisogna vedere cosa succederà con l’avvento del 5G e che impatto avrà sull’Internet of Thing. Sperando di poter vivere in un mondo più sostenibile.

@LaviniaPelosi 

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