La Geografia Digitale nell’epoca dell’Industry 4.0

Negli ultimi anni lo sviluppo esponenziale delle tecnologie GIS - Geographic Information System - sta modificando radicalmente l’identità delle imprese in molti settori applicativi, rendendo l’industria sempre più interconnessa e automatizzata.

Immagine di Firenze.
Immagine di Firenze.

La necessità di comprendere geograficamente gli eventi e i fenomeni si rende oramai necessaria nell’era della Digital TransformationI benefici di un ragionamento spaziale rappresentano una caratteristica fondamentale per migliorare notevolmente la qualità del lavoro, del patrimonio naturale e culturale in cui vivono i cittadini. Cogliere le opportunità offerte dalla Digital Geography - settore di studio che nasce dall’incontro delle Scienze Geografiche con le tecnologie dell’informazione integrate dai Big Data acquisiti dalle tecnologie spaziali - diviene dunque necessario per chiunque voglia interpretare il mercato moderno, caratterizzato dall’insieme delle azioni imprenditoriali finalizzate a sfruttare le tecnologie digitali odierne che determinano cambiamenti legati ai processi di fabbricazione, distribuzione, promozione e strategie di vendita all’interno della smart economy.

La visualizzazione grafica dei dati spaziali e geografici garantisce infatti una sintesi delle informazioni acquisite unica, rendendo la lettura immediata e di facile comprensione anche per i non addetti ai lavori. A tal proposito, per avvicinare gli imprenditori, i giornalisti, i politici e gli studenti alla cultura del dato, ogni anno si ripete l’appuntamento organizzato da Esri Italia, che riunisce oltre 2000 persone fra esperti e nuovi utenti interessati alle opportunità offerte dalla Digital Geography in grado di determinare risparmi netti sui costi operativi pari al 30% attraverso sistemi di business intelligence, creando una domanda sempre maggiore di informazione territoriale e dispositivi location-aware in grado di analizzare e riportare in tempo reale tutti i fenomeni attivi presenti sul territorio. Questo ha aperto le porte ad una nuova disciplina denominata The Science of Where, in grado di allargare i confini classici della cultura geografica, dove la flessibilità rappresenta l’arma vincente creando di fatto legami sempre più immediati tra persone, oggetti e luoghi.

L’edizione 2017, tenutasi lo scorso maggio a Roma, ha visto incentrare le proprie attenzioni sulla Geografia Digitale nell’epoca dell’Industry 4.0 all’interno di un mercato in continua crescita che determina cambiamenti non solo a livello industriale - potenziando gli andamenti organizzativi delle imprese - ma anche di natura sociale e culturale, dove le informazioni necessitano sempre più di una visualizzazione geografica capace di migliorare nettamente i processi decisionali. La possibilità di poter gestire enormi sistemi di dati permette di effettuare delle previsioni - secondo i diversi target di performance stabiliti dall’azienda - sempre più attendibili e precise. I vantaggi sono evidenti, le nuove tecnologie accelerano la trasformazione delle imprese, proiettandole nell’era della cosiddetta quarta rivoluzione industriale, in grado di coinvolgere contemporaneamente diverse linee di innovazione: Big Data, cloud, internet of things, intelligenza artificiale, additive manufacturing (la stampa 3D), robotica, le interazioni machine-to-machine, ecc. La fabbrica diviene un armonioso habitat in grado di connettere non solo tutti i macchinari e l’intera azienda ma anche le diverse filiali, riportando in tempo reale al management ogni possibile intoppo permettendogli di adottare le decisioni più appropriate nel minor tempo possibile.

I GIS  investono ogni genere di settore, coinvolgendo competenze fino ad ora inesplorate e facendo dialogare diverse tipologie di lavoratori con specificità tecniche differenti e skills multidisciplinari. Le persone rappresentano il filo conduttore tra l’acquisizione del dato statistico e la sua utilizzazione reale e pratica. Nel processo di digitalizzazione  è necessario investire sulla formazione per creare figure professionali capaci di gestire questo immenso patrimonio di dati appartenenti ad un ecosistema complesso, per estrapolare informazioni corrette e utili al destinatario. I data scientist riescono a trasformare i dati in valore, sfruttandone le potenzialità offerte per comprendere i fenomeni che si celano dietro le informazioni, anticipando scenari di business futuri, utilizzando gli indicatori di perfomance, analizzando i trend in tempo reale e infine ottimizzando l’azienda verso una produzione sempre più efficiente. La trasformazione digitale sta modificando velocemente il DNA della società e del lavoro, lo dimostrano i sempre più numerosi corsi e Master - anche all’interno di percorsi formativi universitari - in Digital Transformation finalizzati ad affiancare un mercato fluido e in rapida evoluzione che necessita professionisti competenti nell’analisi del dato, capaci di innovare i business esistenti e dando supporto alle aziende nel loro percorso di digitalizzazione.

@dg_greco

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