Il Museo d’arte contemporanea di Chicago si trova nel cuore della città statunitense da esattamente cinquant’anni, cioè da quando venne inaugurato e aperto al pubblico, da allora invitato ad ammirare ogni giorno una collezione di circa duecento opere realizzate dal dopoguerra ad oggi, affiancate dal calendario espositivo temporaneo.

WomanWithCamera_Leslie Hewitt, Untitled, 2009 photo Nathan Keay courtesy MCA Chicago
WomanWithCamera_Leslie Hewitt, Untitled, 2009 photo Nathan Keay courtesy MCA Chicago

Un sostanziale cambiamento era già avvenuto una ventina di anni fa ad opera dell’architetto tedesco Josef Paul Kleihues, quando nel giugno 1996 presentò la nuova sfavillante sede espositiva della collezione, e di nuovo quest’anno l’MCA – proprio in occasione del suo cinquantenario – ha registrato un’importante novità per il suo pubblico: un sostanzioso arricchimento della collezione. Infatti, l’avvocato Jack Guthman e sua moglie Sandra, collezionisti da oltre quarant’anni, lui membro del Consiglio dell’MCA ed attivi a livello nazionale per la promozione dell’arte contemporanea, hanno donato cinquanta fotografie di artiste del nostro tempo al museo di Chicago.


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Ne è conseguita una mostra incentrata proprio sulla figura femminile nella fotografia contemporanea, un omaggio alla capacità di quattordici artiste eterogenee tra loro, dati i diversi paesi di origine, l’età anagrafica, i soggetti e le tematiche affrontate, ma tutte unite da un obiettivo unico – letteralmente e tecnicamente – ovvero esplorare i cambiamenti sociali dal loro punto di vista.

La mostra, intitolata semplicemente Woman with a Camera, offre al pubblico la possibilità di ammirare diciotto delle cinquanta opere donate alla collezione, comprendenti lavori di mostri sacri come Marina Abramovic e Sophie Calle, Catherine Opie e Laurie Simmons, ma anche immagini di artiste emergenti come Anne Collier, Xaviera Simmons e Mickalene Thomas.

Diverse generazioni ed identità a confronto, situazioni di denuncia o di documentazione legate alla politica ed a momenti storici che hanno segnato il nostro secolo - e quello che si è da poco concluso - ma anche momenti privati e di riflessione collettiva.

Tutte le fotografie in mostra catturano le donne in ambienti e momenti differenti, ad esempio Skatepark di Melanie Schiff ci mostra una giovane donna scalza, appesa a faccia in giù ad una rampa utilizzata per fare skateboard, oppure una fotografia di Laurie Simmons, Lying Objects, raffigura un manichino di sesso femminile con la parte superiore del corpo inserita in un globo, inerme di fronte a ciò che succede nel mondo.

Ancora, osserviamo Marina Abramovic con l’opera Waiting for an Idea, che la ritrae di spalle, mentre fissa le pietre estratte in una miniera del Brasile, durante una performance durata sette ore risalente al 1991. Ognuna di queste immagini porta con sé un messaggio che è importante assimilare e divulgare, circa la condizione della donna e la potenza del mezzo fotografico come veicolo di informazioni e di cultura.

Dice a questo proposito l’artista Melanie Schiff “Mi piace veramente che le mie fotografie cambino con me. Voglio che il mio lavoro porti in sè qualche aspetto della mia persona. […] Non sono interessata a continuare ad osservare gli stessi posti che conosco già. Penso che sarebbe strano se fosse così. Ma anche ora, mentre i soggetti cambiano, una parte del motivo per cui mi piace tanto quello che faccio è che gran parte dell'immagine si svolge nella mia testa.”

Woman with a Camera

Museum of Contemporary Art, Chicago

08 luglio 2017 – 14 gennaio 2018

https://mcachicago.org/Exhibitions/2017/Woman-With-A-Camera

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