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Da Tokyo a Danilovgrad: Aum Shinrikyo, 21 anni dopo

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A più di vent’anni dagli attentati al gas sarin della metropolitana di Tokyo, l’eredità della setta religiosa Aum Shinrikyo è ancora viva. Nelle ultime due settimane, alcuni associati al gruppo o sospetti tali sono stati fermati ed espulsi in Montenegro. 

 

Hanno cambiato nome, paese, ma le abitudini sembrano le stesse di due decenni fa. Questa volta, però, invece del Giappone, hanno preferito mete europee, dove passare inosservati. 

Il 30 marzo l’agenzia di stampa Kyodo diffonde la notizia che 58 stranieri sono stati rimpatriati dal governo del Montenegro. Tra loro c’erano anche quattro cittadini giapponesi, di cui non è stata rivelata l’identità. Da quanto appreso, sarebbero stati tutti membri della setta religiosa Aum Shinrikyo, accusata dei tragici attacchi al gas sarin nella metropolitana di Tokyo del 20 marzo 1995, che causarono la morte di 13 persone e danni permanenti per altre 6mila.

La notizia è arrivata dopo che il governo di Podgorica ha annunciato di aver perquisito alcuni alberghi nella capitale e a Danilovgrad, una cittadina di poco più di 5mila anime nel piccolo stato balcanico.

Qui, la polizia avrebbe sorpreso alcuni membri del gruppo mentre ascoltavano un discorso del santone Shoko Asahara — fondatore di Aum, condannato a morte nel 2004 e in attesa di esecuzione — con un computer portatile. Gli agenti hanno trovato anche 50mila euro in contanti e una valigia piena di rubli.

Secondo quanto riportato da Kyodo, l’albergo di Danilovgrad era stato prenotato da quello che pareva il leader del gruppo — probabilmente di nazionalità ucraina — il 16 marzo scorso. Questi avrebbe spiegato al proprietario dell’albergo, a cui era stato presentato da un agente immobiliare, di aver bisogno di un luogo tranquillo con una connessione Internet veloce per il loro non meglio precisato «business online». L’uomo avrebbe poi chiesto alla proprietà di mantenere il personale dell’albergo lontano dalle stanze dei suoi.

I 30 ospiti dell’albergo avrebbero sfoggiato look bizzarri: camicie di pigiama e pantaloni larghi e si sarebbero aggirati per l’albergo a piedi nudi. Troppo sospetti anche in un paesello che per i suoi marmi bianchi, stando al sito dell’autorità del turismo montenegrina, «attira numerosi artisti».

A stretto giro i 44 cittadini russi espulsi dal Montenegro nelle operazioni a Podgorica e Danilovgrad sono stati messi sotto inchiesta. Le loro case, ha scritto la Bbc, perquisite. Secondo quanto rivelato dagli inquirenti russi, gli adepti della setta in Russia sarebbero 30mila.

Aum Shinrikyo — oggi rimpiazzata da due organizzazioni religiose Aleph e Hikarinowa — fondava il suo culto su una combinazione di profezie sulla fine del mondo, buddhismo esoterico e culto della personalità del fondatore Shoko Asahara — al secolo Chizuo Matsumoto.

All’indomani degli attacchi al sarin alla metropolitana di Tokyo, fu anche sui legami di Aum con la Russia che vennero puntati i riflettori. A Mosca si trovava uno degli uomini chiave dell’organizzazione, il portavoce Fumihiro Joyu, ritenuto il responsabile operativo di Aum nel paese. Dalla Russia arrivava un elicottero militare che, secondo gli inquirenti giapponesi, gli uomini di Aum avevano intenzione di usare per spargere il gas sarin. Nel 2001, poi, la polizia russa fermò un gruppo di adepti russi di Aum che avevano pianificato un’operazione per liberare Asahara dal carcere, in cui era compreso un attentato al Palazzo imperiale di Tokyo.

Dopo i raid di questi giorni, Tokyo ha fatto sapere di avere perquisito nel 2015 più di venti strutture riconducibili alle due organizzazioni figlie di Aum, Aleph e Hikari no wa, entrambe fondate da Joyu. Al momento le due sette, su cui le autorità giapponesi mantengono il controllo da 20 anni, conterebbero circa 1650 adepti nel paese e 160 in Russia.

Le autorità di Tokyo starebbero inoltre monitorando l’attività delle due organizzazioni sui social network, usati per fare proseliti durante eventi in apparenza non religiosi.

Intanto Tokyo ha fatto sapere di star collaborando con Mosca sulla vicenda. Il caso Aum potrebbe infatti arrivare sul tavolo delle trattative tra Russia e Giappone in vista della visita del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in Giappone il prossimo 15 aprile.

 

@Ondariva

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