Dal 2016 le soldatesse britanniche potranno combattere in prima linea


Questa settimana il Regno Unito ha potenzialmente compiuto due passi verso l’uguaglianza di genere: per la prima volta una donna è stata nominata vescovo e venerdì scorso il Ministero della Difesa ha pubblicato un rapporto a favore dell’abolizione del divieto per le donne soldato di prestare servizio al fronte in prima linea. Mentre il primo passo è stato largamente acclamato sia nel Regno Unito che all’estero, il secondo ha lasciato scontenti entrambi i sostenitori e gli oppositori della riforma.

Questa settimana il Regno Unito ha potenzialmente compiuto due passi verso l’uguaglianza di genere: per la prima volta una donna è stata nominata vescovo e venerdì scorso il Ministero della Difesa ha pubblicato un rapporto a favore dell’abolizione del divieto per le donne soldato di prestare servizio al fronte in prima linea. Mentre il primo passo è stato largamente acclamato sia nel Regno Unito che all’estero, il secondo ha lasciato scontenti entrambi i sostenitori e gli oppositori della riforma.

 

 REUTERS/David Moir

Il rapporto era stato commissionato dal governo a maggio, dopo che l’allora segretario della difesa Philip Hammond aveva segnalato l’eleggibilità delle donne a prestare servizio in ruoli di combattimento. I risultati del rapporto non sono tuttavia ancora soddisfacenti per il Ministero della Difesa e l’attuale segretario della difesa Michael Fallon ha spostato la data per l’attuazione della riforma al 2016 per avere tempo di far condurre ulteriori ricerche sull’impatto a lungo termine che ha sulle donne l’addestramento utilizzato in fanteria. Alcuni critici hanno disdegnato la decisione come una mossa politica da parte di Fanon con lo scopo di raccogliere simpatie senza poi realizzare nulla. Gli scontenti sostengono che la riforma avrebbe dovuto essere implementata da tempo e che le ragioni fornite dal governo per giustificare il continuo ritardo non sono valide.

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