Delfini contro droni


Nuovi soldati per la nuova guerra.

Nuovi soldati per la nuova guerra.

È negli anni della Guerra Fredda che la Marina militare statunitense e la Marina sovietica hanno entrambe creato dei corpi speciali di “delfini da battaglia”, perlopiù per scopi di difesa, ma anche per svolgere compiti di guerra e per compiere missioni riservate ancora coperte dal segreto militare.

Dopo quarant’anni di onorato servizio si sta ora progettando di sostituirli con una nuova generazione di instancabili robot marini, droni subacquei capaci di restare di pattuglia anche 24 ore di fila senza chiedere nemmeno un pesce in cambio.

Negli Stati Uniti gruppi di delfini, foche e altri mammiferi marini vengono tuttora addestrati agli impieghi militari dal Navy Marine Mammal Program (NMMP) presso lo Space and Naval Warfare Systems Center di Point Loma, nei pressi di San Diego, California. I primi gruppi di delfini combattenti preparati al Centro debuttarono durante la guerra in Vietnam.

Il ruolo militare dei mammiferi animali si basa sulla loro grande intelligenza, versatilità e rapidità di apprendimento, sulla velocità di movimento e, per i delfini, sulla loro percezione sonar.

I delfini infatti, come i pipistrelli, emettono delle onde sonore che tornano in forma di eco, disegnando nella loro mente la mappa di ciò che li circonda e che gli permette di trovare quegli oggetti che per l’uomo è difficile scovare anche con l’aiuto delle tecnologie, come sub nemici, mine inesplose o missili dispersi nelle profondità marine.

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