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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Disastro migranti al confine tra Grecia e Turchia

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La Turchia, ormai esausta, non blocca più i profughi siriani in fuga dalle zone di guerra. Atene ferma le richieste di asilo per un mese

Un bambino siriano sfollato in un campo profughi vicino Idlib

Un bambino siriano sfollato siede di fronte a una tenda in un campo profughi situato vicino a Idlib, Siria, 27 febbraio 2020. REUTERS/Umit Bektas

Situazione drammatica per centinaia di migliaia di migranti al confine greco-turco. Il conflitto tra la Turchia e la Siria e le tensioni con la Russia per la regione di Idlib ha portato il Presidente Erdogan alla decisione di non rispettare più l’accordo sottoscritto nel 2016 con l’Unione europea, lasciando che il flusso di profughi (quasi 4 milioni) ospitato nel Paese anatolico si possa riversare verso le nazioni confinanti, Grecia e Bulgaria su tutte. Si registra già la morte di un bambino siriano annegato dopo il ribaltamento di un’imbarcazione al largo dell’isola di Lesbo.

L’agenzia di stampa turca Anadolu, citando il Ministro dell’Interno Suleyman Soylu, riferisce che almeno 117,677 migranti irregolari hanno raggiunto il suolo europeo, con l’Ue che, secondo Ankara, non avrebbe rispettato i termini del patto siglato 4 anni fa. La risposta della Grecia alla decisione turca è stata durissima: il Primo Ministro Kyriakos Mītsotakīs ha comunicato che “i confini della Grecia sono i confini dell’Europa. Noi li proteggeremo. Non cercate di entrare illegalmente in Grecia, verrete rispediti indietro”.

Ma è polemica tra Turchia e Grecia. Mītsotakīs ha scritto nei giorni scorsi su Twitter che il suo Paese non ha “alcuna responsabilità per i tragici eventi in Siria e non soffrirà le conseguenze delle decisioni prese da altri”. Il Ministero degli Esteri, rispondendo ai numeri del Ministro Soylu, ha precisato che quella delle autorità turche è una campagna di disinformazione: sarebbero solo 10mila le persone bloccate al confine con la Turchia a Evros.

L’Unhcr segue con attenzione gli avvenimenti: secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, nelle isole di Lesbo, Chio e Samo sono arrivate circa 1200 persone tra l’1 e il 2 marzo, percentuale superiore alle medie. In un comunicato diffuso nella giornata di ieri, l’Agenzia Onu per i Rifugiati chiede che non ci sia un uso eccessivo della forza e che la gestione delle richieste d’asilo sia ordinata.

Eppure, circola online un video che mostra la Guardia Costiera greca, nella zona di Kos, colpire con dei bastoni un gruppo di migranti a bordo di un gommone: immagini violente che si aggiungono a quelle di Evros, dove la polizia ellenica ha sparato gas lacrimogeni per disperdere le persone intente ad attraversare il confine, con alcuni bambini che hanno rischiato il soffocamento.

@melonimatteo

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