Doppia preferenza di genere, una novità che cambia la politica italiana


La legge sulle doppie preferenze di genere nasce da un intenso lavoro parlamentare iniziato il 5 aprile 2011 e avente ad oggetto ben quattro proposte di legge presentate da deputati sia della destra che della sinistra aventi quale obiettivo l’introduzione nell’ordinamento di misure volte a promuovere la parità effettiva di donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive e ai pubblici uffici delle autonomie territoriali.

La legge sulle doppie preferenze di genere nasce da un intenso lavoro parlamentare iniziato il 5 aprile 2011 e avente ad oggetto ben quattro proposte di legge presentate da deputati sia della destra che della sinistra aventi quale obiettivo l’introduzione nell’ordinamento di misure volte a promuovere la parità effettiva di donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive e ai pubblici uffici delle autonomie territoriali.

La volontà politica condivisa di lavorare su questo tema trova i suoi fondamenti nel principio di parità dei sessi fissato già all’art 3, primo comma, della Costituzione. Nel caso specifico la parità dei sessi nell’accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive viene riaffermato all’art.51. Infine con la stessa riforma del titolo V della Costituzione è stata introdotta all’art. 117, settimo comma, della Costituzione, la specifica per cui le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita politica, sociale, culturale ed economica. Il nucleo centrale delle norme riguarda misure promozionali nel sistema di rappresentanza dei consigli circoscrizionali, dei consigli comunali e delle giunte degli enti locali. Tra le previsioni di particolare interesse si segnala:

L’introduzione di due istituti che incidono sull’elezione dei consiglieri comunali:

– La quota di lista, la quale comporta che nessuno dei due generi possa figurare  nelle liste di candidati alla carica di consigliere comunale, in misura superiore ai due terzi dei candidati.

– La doppia preferenza di genere secondo cui l’elettore può esprimere due preferenze (e non più una sola). Qualora esprima due preferenze, esse devono andare una ad un candidato uomo, una ad un candidato donna – pena l’annullamento della seconda preferenza. I candidati devono devono essere compresi nel lista collegata al sindaco prescelto.  

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