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DOSSIER – Cipro, la pace impossibile

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Nel Mediterraneo orientale, a poche miglia dall’Asia Minore, nacque la dea dell’Amore, racconta il mito greco. E Otello, il moro al servizio dei Veneziani, viene inviato a Famagosta per combattere i Turchi, racconta Shakespeare.

Tragico il destino della bella Cipro. Nel 1571 diventa parte dell’Impero ottomano, esito della guerra persa dai Veneziani. Merce di scambio tra l’Impero britannico e ottomano, nel 1914 diventa colonia inglese. La lotta per l’indipendenza – anche grazie alla strategia britannica – contrappone le 2 comunità conviventi. Nel 1960 nasce la Repubblica di Cipro e dura 3 anni. Si scatena una feroce pulizia etnica fra la popolazione di origine greca e quella di origine turca. Massacri, persecuzioni e saccheggi su entrambi i fronti. Nell’estate 1974 i Colonnelli di Atene organizzano un golpe a Nicosia per unire Cipro alla Grecia. In risposta, la Turchia, una delle 4 potenze garanti dell’accordo interetnico (violato), invade militarmente l’isola, per tutelare la comunità turca. Forse andando oltre il mandato, Ankara si avventura in una guerra che coinvolge le due comunità, con conseguente spartizione del Paese, migrazioni interne ed espropriazioni. Duemila le persone scomparse, diecimila le vittime.

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