SPECIALE

L’EPIDEMIA DEGLI OPPIODI

Gli oppioidi sintetici, fentanyl in testa, fanno impennare il numero di morti per overdose in America del Nord. E ora il potente analgesico che i narcos mescolano all’eroina sta sbarcando anche in Italia

L'epidemia degli oppioidi minaccia anche l'Europa

Non è ancora un’emergenza come negli Usa, ma in Europa le morti da oppioidi sintetici crescono. Oltre al fentanyl, inquieta il potente carfentanil. La crisi più grave è nel Regno Unito, ma il calo dell’offerta di eroina e della sua qualità può far decollare il mercato tedesco
Marco Dell'Aguzzo
 

L'epidemia degli oppioidi è sbarcata anche in Italia?

È stata diffusa la notizia del primo decesso per fentanyl in Italia. Si tratta di un oppioide sintetico, che sta facendo strage in America del Nord. Anche nel nostro Paese i casi di overdose letale da eroina sono in aumento. Ma le statistiche ufficiali li ignorano
Marco Dell'Aguzzo
 

Droghe, il Canada tenta un’altra via per fermare la strage da oppioidi

I tassi di mortalità per overdose si impennano anche in Canada. Ma a differenza degli Usa, i vicini adottano politiche di riduzione del danno. A Vancouver spuntano distributori automatici di oppioidi sintetici. E da ottobre sarà legale il consumo di marijuana a scopo ricreativo
Marco Dell'Aguzzo
 

López Obrador può far saltare la guerra alle droghe di Trump

L’epidemia degli oppioidi che fa strage di statunitensi ha un impatto devastante anche in Messico, principale fornitore. I due Paesi hanno intensificato la cooperazione, ma il nuovo presidente messicano ha in mente una strategia in totale controtendenza  rispetto all’approccio degli Usa
Marco Dell'Aguzzo
 

Il fentanyl trascina l'epidemia degli oppioidi che fa strage di americani

I morti per overdose negli Usa nel 2017 hanno toccato quota 72mila. La crisi è così grave da aver abbassato la speranza di vita degli statunitensi. Colpa soprattutto del fentanyl, un oppiode sintetico molto più potente dell’eroina. E delle vecchie storture del sistema sanitario
Marco Dell'Aguzzo
 

Yan, Xian e i nuovi narcos cinesi che conquistano i mercati d’America

Il boom degli oppioidi sintetici ha creato un nuovo profilo di narcotrafficante, senza legami con le gang criminali. Buona parte del fentanyl che invade il mercato nordamericano arriva dall’Asia, sfruttando gli scarsi controlli in Cina e le falle del servizio postale Usa. E Trump incolpa Pechino
Marco Dell'Aguzzo
 

LA CRISI CHIMICA IN SIRIA

Il presunto attacco con armi chimiche del regime di Assad a Douma non cambia la traiettoria del conflitto siriano, ma innesca una dinamica internazionale che coinvolge tutti i grandi attori geopolitici. Dall’attacco concordato da Trump e Putin, che giocano a farsi la guerra, alle prove di egemonia alla cinese. I limiti del protagonismo francese e quelli del pacifismo tedesco. E nel teatro siriano, inizia la resa dei conti tra Israele e Iran

In Siria, Israele e Iran passano allo scontro diretto

L’attacco israeliano alla base T4 segna il passaggio allo scontro diretto con l’Iran. Con gli Stati Uniti in uscita dal teatro siriano, Israele vuole impedire l’insediamento di basi permanenti iraniane nel Paese. E aspetta la rappresaglia di Teheran, preparandosi a colpire di nuovo
Federica Sasso
 

Cosa ci dice la Siria sull'egemonia di stampo cinese

In Siria la Cina conferma la sua politica di non intervento, ma l'interesse è forte. Pechino ha ottimi rapporti con Assad e ha inviato nel Paese un corpo militare. E come in Iraq, punta al grande affare della ricostruzione post-bellica. Per poi far passare da Damasco la Nuova via della Seta
Simone Pieranni
 

La guerra al terrore su due fronti del mediatore Macron

Colpita in Mali nello stesso giorno del debutto bellico in Siria, la Francia dell’iperattivo Macron si affida in entrambi i teatri di guerra al multilateralismo, e più alla diplomazia che alle armi. Per non diventare “il gendarme del mondo”. Ma il rischio flop è alto
Danilo Ceccarelli
 

Attacco alla Siria, la pacifista Berlino si aggrappa all'asse con Parigi

La Germania assicura sostegno politico, ma come al solito non interviene. Il dibattito sul suo ruolo militare però ormai è aperto. Calata la paura di uno scontro Usa-Russia, Berlino punta sull’asse renano per riaprire la via diplomatica. E l’apertura di Macron verso Trump la spiazza
Lorenzo Monfregola
 

Se la Russia gioca a far la guerra agli Usa in Siria

In Siria si è sfiorato il primo confronto diretto tra Usa e Russia da quasi 60 anni. Mosca esalta il presunto successo della contraerea siriana come fosse la sua. E forse lo è. Se usati, il successo o meno degli S400 potrebbe spostare i futuri equilibri militari tra i due Paesi
Danilo Elia
 

L'attacco alla Siria fa pensare a un copione teatrale russo-americano

L’attacco ha colpito bersagli poco più che simbolici. La contraerei siriana ha riposto, quella russa no. Tutto lascia pensare a un'operazione concordata da Washington e Mosca - con un valore incerto come deterrente - nel quale potrebbe rientrare un ridimensionamento dell'Iran in Siria
Eugenio Dacrema
 

Il grottesco dibattito sull'uso delle armi chimiche in Siria

La crisi delle armi chimiche scatena i complottisti, convinti che sia un piano per spingere gli Usa ad attaccare la Siria. Ma nessuno oggi vuole il regime change. E nessuno ha inventato un casus belli: tutto fa pensare che a Douma sia stato usato il cloro, devastante, ma tecnicamente legale
Eugenio Dacrema
 

DIARIO DA MITROVICA

Reportage a puntate dalla “Berlino dei Balcani”, ancora spaccata in due tra serbi e albanesi, realizzato in occasione del decimo anniversario della dichiarazione d’indipendenza del Kosovo

L'omicidio Ivanovic e l'ombra della guerra tra serbi in Kosovo

La morte del leader dei serbi non ha riacceso le tensioni etniche. Forse perché non c’entrano, suggerisce anche Vucic. Di certo lo status incerto di Mitrovica nord favorisce le gang criminali. E l’insicurezza dei serbi chiama in causa pure le istituzioni di Pristina
Matteo Tacconi
 

In Kosovo è ancora in corso la battaglia sul ponte di Mitrovica

Lo chiamano Austerlitz. E a 10 anni dalla dichiarazione di indipendenza del Kosovo, tiene vivi i ricordi della guerra nella città spaccata in due. A sud dell’Ibar gli albanesi vorrebbero aprirlo al traffico. A nord i serbi si oppongono. La posta in gioco è simbolica, ma può determinare la sovranità su Mitrovica
Giorgio Fruscione
 

Rabbia e pensiero, nel rifugio culturale dei serbi del Kosovo

Da fuori sembra una baracca, ma al Bes(i)misao gli studenti tengono in vita una certa idea del mondo e della loro insensata Mitrovica, la piccola capitale dei serbi del Kosovo che rischia di rimanere schiacciata dalla depressione
Giorgio Fruscione
 

La break dance che unisce la Berlino del Kosovo

Nella Mitrovica ancora spaccata in due spuntano nuovi laboratori di dialogo. Come la scuola internazionale di business dove serbi e albanesi vanno a lezione insieme. O la Urban Dance Crew, che abbatte anche la barriera linguistica a colpi di hip hop
Matteo Tacconi
 

BACK TO LIFE IN IRAQ

Dall’Iraq a Venezia, la storia del pittore cristiano Matti al-Kanun, che tornando a casa trova le sue tele con immagini religiose squarciate dai jihadisti. E decide di ricucirle, per dimostrare che si può resistere. Un reportage-progetto di Emanuele Confortin, e una mostra all'isola di San Servolo a Venezia

Dall'Iraq a Venezia, con le Madonne salvate dalla furia dell'Isis

Il pittore Matti al-Kanun sbarca a Venezia con le tele sopravvissute alle pugnalate dei jihadisti. «Ricucire i tagli significa riunire le comunità irachene, ma i segni della guerra devono rimanere», spiega. E consegna alle studentesse di Ca’ Foscari il testimone della resistenza
Emanuele Confortin
 

Ricucire e resistere, il ritorno alla vita in Iraq passa per l’arte

L'artista iracheno Matti al-Kanun torna a casa dopo la disfatta dell'Isis. Decide di riparare le sue tele squarciate dai jihadisti «per dimostrare che si può resistere». E ricucire i rapporti tra le diverse comunità del Paese, in un Iraq che teme nuove ondate di violenza
Emanuele Confortin
 

Quei dipinti del maestro cristiano al-Kanun squarciati dall'Isis

Scappato da casa con la famiglia poco prima dell’arrivo dei jihadisti, al suo ritorno oltre due anni dopo il pittore iracheno Matti al-Kanun trova le tele che ritraggono le immagini del Cristo e della Madonna squarciate. E decide di ripararle
Emanuele Confortin
 

LA NUOVA GUERRA DEL GAS

Cosa succede nel Mediterraneo? Ankara impedisce all’Eni di trivellare nelle acque di Cipro. Un giacimento conteso fa salire la tensione tra Israele e Libano. E anche il network russo punta verso il Mare nostrum. La mappa di una partita energetica cruciale ad alta tensione geopolitica

La Turchia vince il primo round del conflitto del gas nel Mediterraneo

Le navi da guerra turche impediscono a una nave Eni di trivellare nelle acque cipriote. E dopo un braccio di ferro di due settimane le impongono il ritiro. Ma è solo l'inizio di un delicato confronto che riguarda tutta la Ue, e si può estendere oltre i giacimenti di Cipro
Riccardo Intini
 

Missili e gas fanno salire la tensione tra Israele e Libano

Israele prepara un intervento per fermare la presunta produzione di armi iraniane in Libano. E attacca Beirut per aver rilasciato al consorzio Total-Eni-Novatek le prime licenze su un giacimento conteso. Hezbollah è pronto a fronteggiare «la minaccia ai nostri diritti su gas e petrolio»
Davide Lemmi
 

I gasdotti di Putin che cambieranno il volto del Medio Oriente

Mosca prepara una cintura di gasdotti che dalle sponde del Mediterraneo raggiunge il cuore dell’Asia. Un disegno che coinvolge Iran, Turchia e Siria. E compete con una joint venture italo-greco-israeliano-cipriota
Marco Petrelli
 

Alle boe dove può scoppiare la guerra del gas tra Libano e Israele

Una sfilza di boe gialle poste da Israele un po’ troppo a nord separa i due Paesi nel Mediterraneo. I soldati italiani dell’Unifil cercano di tenere calme le acque, ma qui potrebbe presto accendersi un nuovo scontro attorno alle risorse energetiche contese
Marco Petrelli
 

L'energia contesa del Libano parlerà francese, italiano e russo

Il consorzio Total-Eni-Novatek si aggiudica la licenza per le esplorazioni di petrolio e gas naturale al largo delle coste libanesi. Beirut celebra l’ingresso nel club dei Paesi produttori, ma le aree interessate sono rivendicate anche da Israele
Davide Lemmi