n.11 ottobre 2006

Lavorare più a lungo, lavorare diversamente. L’ageing society è un problema esploso in tutto il mondo. Un problema che, come notava “The Economist” qualche tempo fa, sta mettendo a dura prova le politiche di bilancio e di welfare di tutti gli Stati del mondo. Una cosa è certa: non basta un maggior rigore nella spesa previdenziale. La chiave di volta sta nel rendere socialmente produttivi gli anziani. Nel Dossier di questo numero di east, basato su studi e ricerche Ocse e Onu e curato da Donato Speroni e Simone Cofferati, si affronta il problema da vari punti di vista e, soprattutto, si riportano le esperienze più significative fatte in Europa e nel mondo.

Tiziano Treu, giurista di fama, ministro del Lavoro nel governo Dini e nel primo governo Prodi, interviene sulla Direttiva Bolkestein. Non per recriminare sul compromesso imposto alla Commissione europea dalle forze politiche, ma per rilanciare il tema tutt’altro che risolto delle liberalizzazioni.

L’economista Stefano Chiarlone analizza invece i diversi modelli di specializzazione economica dei due giganti asiatici, Cina e India. E si sofferma in particolare sull’India, per registrare che già oggi vi sono aree in cui questo grande Paese è più avanti della stessa Cina.

Di estremo interesse l’articolo di Piero Sinatti sulle ragioni e le modalità della corsa al riarmo in Russia. Al contributo di Sinatti si aggiungono le analisi di Fernando Orlandi e di Hans Holzhacker sulla politica e sull’economia dell’Ucraina.

Sul palcoscenico dei leader glocalisti salgono Enzo Piacenza, dell’omonimo gruppo del cashmere, e Dario Ferrari, di Intercos, gigante mondiale del make up.
Meritano infine una segnalazione due reportage su città diventate mete abituali del turismo di massa: Istanbul, vista dalla fotografa-antropologa Monika Bulaj, Singapore e Bangkok, viste dalla giovane pubblicista Silvia Sartori. 

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In un ordine delle cose di natura quasi copernicana, fra Stati Uniti ed Europa in Medio Oriente vigeva una divisione del lavoro: sorretti da una forza militare impareggiabile, i primi esercitavano il potere politico d'imporre soluzioni ai conflitti; la seconda si occupava di raccogliere i fondi e di organizzare la ricostruzione economica delle regioni disastrate. Il modello non funzionava solo per il Medio Oriente: è stato utilizzato con più successo anche nei Balcani. Ma fu per il Levante, e soprattutto per il processo di pace tra israeliani e palestinesi, che venne definito e applicato nell'epoca clintoniana.

Il punto controverso riguarda le modalità con cui la direttiva comunitaria intende allargare la concorrenza nella prestazione dei servizi. Rimane il fatto che le liberalizzazioni in questo settore sono indispensabili. Basti pensare che, mentre i servizi pesano per circa il 60% del Pil europeo, il commercio di servizi si ferma al 5 percento. Ecco perché il compromesso raggiunto...

I due giganti asiatici hanno modelli di specializzazione molto diversi. Mentre la Cina ha puntato sulle produzioni labour intensive sia nei settori avanzati sia in quelli tradizionali, l’India ha pagato i suoi ritardi infrastrutturali, ma ha anche beneficiato dei suoi investimenti in formazione terziaria. Per questo potrebbe diventare, con successo e senza problemi, il back-office del mondo.

Le PMI italiane sono costrette allo “strabismo”: un occhio attento al miglioramento dei margini operativi attuali, alla difesa delle quote di mercato e dei volumi prodotti; e l’altro rivolto all’avvio di indispensabili progetti di ricerca e innovazione. L’obiettivo è quello di alzare la qualità dei prodotti e differenziare l’offerta rispetto agli standard della sempre più agguerrita e numerosa concorrenza internazionale. Ma anche questo passa attraverso una nuova stagione dei Distretti Industriali.

Hanno collaborato a questo numero:
Antonio Barbangelo
Vittorio Borelli
Monika Bulaj
Massimo Cacciari
Sasa Carpaneda
Andrea Cavaliere
Stefano Chiarlone
Simone Cofferati
Maurizio Crema
Cristina Giuliano
Hans Holzhacker
Sanja Lusic Bianchi
Carlotta Magnanini
Marco Montanari
Fernando Orlandi
Debora Revoltella
Charlotte Roffiaen
Silvia Sartori
Piero Sinatti
Donato Speroni
Ugo Tramballi
Tiziano Treu
Guido Vigna
Marta Szego