n.12 dicembre 2006

Detto molto semplicemente: la laicità non è un’altra religione. La laicità è una filosofia e un metodo, una precondizione che lascia liberi di credere o non credere, di praticare una fede o un’altra. E che può consentire alle stesse religioni di confrontarsi e dialogare anziché combattersi (“Deus vult”) per la supremazia dell’una sull’altra. Detto altrimenti: libera Chiesa in libero Stato. In questo modo di intendere la laicità si riconoscono ovviamente i laici ma anche molti credenti “illuminati”. Come Enzo Bianchi, per esempio, fondatore e priore della Comunità di Bose, autore di due libretti controcorrente: La differenza cristiana (Einaudi) e Ero straniero e mi avete accolto (Rizzoli). Bianchi interviene nel Dossier sul valore della laicità, che pubblichiamo in questo numero di east con la collaborazione della Fondazione Corriere della Sera, insieme a Khaled Fuad Allam, Monika Bulaj, Giulio Giorello, Adriano Pessina, Magdi Allam, Paolo Branca e Alberto Melloni. Il secondo approfondimento di questo numero della rivista riguarda le migrazioni. Gli articoli di Aldo Bonomi, Donato Speroni e Danilo Taino consentono di inquadrare il fenomeno in maniera molto diversa da come avviene abitualmente. Anzitutto perché se ne mettono ben in evidenza la dimensione e la natura internazionale; in secondo luogo perché lo si pone in relazione con le esigenze dello sviluppo sia nei Paesi poveri che in quelli ricchi. Economie come quelle americana, giapponese o italiana non avrebbero futuro senza il contributo quantitativo e qualitativo delle migrazioni.Infine, una citazione all’editoriale di Anna Politkovskaja, la giornalista russa in prima fila nella denuncia della mafia russa e dei suoi rapporti con i poteri costituiti. E per questo assassinata ai primi di ottobre a Mosca. Ovviamente la Politkovskaja non ha scritto alcun editoriale per east. È stata la rivista a decidere di pubblicare un paragrafo del suo libro La Russia di Putin, Adelphi editore, dandogli dignità e peso da editoriale. Perché, come ricordava Pasolini a proposito dell’Italia del Miracolo Economico, non ci può essere sviluppo senza una contestuale crescita civile, culturale e morale.

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Sommario

“Febbraio 2003. Mosca. Un fulmine a ciel sereno: il presidente Putin nomina un nuovo sottosegretario agli Interni e responsabile della Direzione centrale per la lotta alla malavita organizzata (GUBOP).

Troppi luoghi comuni. Posto che in tutto il mondo la gente si muove alla ricerca di migliori condizioni di vita, si tratta di capire come il fenomeno stia evolvendo. L’Europa, per esempio, avrà sempre un maggiore bisogno di nuova manodopera. Ma per farlo dovrà pensare a una politica dell’accoglienza al tempo stesso selettiva e realmente in grado di favorire l’integrazione.

I piagnistei non servono, è il mercato mondiale che determina le migrazioni. Conviene piuttosto analizzare le esperienze in corso per cercare di importare le pratiche di maggiore efficacia. Il modello inglese si sta rivelando molto efficente nella gestione dei flussi di manodopera qualificata, mentre il modello americano offre spunti interessanti per un rapporto tra  Stato e imprese che...

Hanno collaborato a questo numero:
Antonio Barbangelo
Monika Bulaj
Alessandra Cipolla.
Elena Fenili
Matteo Ferrazzi
Khaled Fouad Allam
Sandor Gardo
Cristina Giuliano
Hans Holzhacker
Davide Integlia
Sanja Lucic Bianchi
Carlotta Magnanini
Marco Montanari
Francesca Nenci
Fernando Orlandi
Kristofor Pavlov
Debora Revoltella
Piero Sinatti
Donato Speroni
Danilo Taino
Matteo Vaccani
Maria Elena Viggiano
Guido Vigna
Antonio Villafranca
Vittorio Borelli