Culatello: basta la parola

È un leader glocalista anomalo per almeno due ragioni. La prima è che non c’è ristorante di qualità in giro per il mondo che ne sia sprovvisto, nonostante che produzione e vendita siano rigorosamente italiane. La seconda è che il marchio più noto appartiene non a una singola azienda, ma a un consorzio. Di Zibello, naturalmente. Come racconta a east Massimo Spigaroli, partendo da Giuseppe Verdi.

 

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