n.18 febbraio 2008

Il Pianeta ha assoluta necessità di global governance. Per riequilibrare uno sviluppo che continua a penalizzare il Sud del mondo, per arginare la tendenza al degrado dell’ambiente, per gestire crisi finanziarie come quella dei subprime, per incanalare i grandi flussi migratori, per ripensare a una morale pubblica e privata che tenga
conto delle acquisizioni e delle potenzialità della scienza… Sennonché, quanto più l’opinione pubblica prende coscienza del problema, tanto più la soluzione sembra allontanarsi per la miopia e l’inconsistenza di tanta parte della classe dirigente politica mondiale. Che fare? Donato Speroni, James M. Boughton e Colin I. Bradford cercano di rispondere a questa domanda epocale nell’inchiesta di pagina 23.
Il Dossier di questo diciottesimo numero di east è dedicato al Kazakistan, il grande Paese dell’Asia centrale diventato in questi ultimi anni oggetto di attenzioni “particolari” (economiche, politiche e strategiche)
sia a Occidente che a Oriente. Al Dossier hanno collaborato economisti e studiosi di varie discipline: Elena Fenili, Francesca Nenci, Vladimir Osakovsky, Hans Holzhacker e Fabrizio Coricelli.
Alle turbolenze della finanza mondiale innescate dai mutui subprime è dedicato l’ampio editoriale del direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni. Scritto prima del pesante tonfo delle Borse di fine gennaio, l’articolo analizza in maniera approfondita le ragioni strutturali della crisi e spiega come le autorità di controllo stiano intervenendo
per prevenire analoghe “sorprese”.
Infine, un’esclusiva: l’intervista di Claudia Astarita al cardinale Joseph Zen Ze-Kiun, primate della Chiesa cattolica in Cina. Il cardinale traccia un quadro sereno ma tutt’altro che diplomatico dello stato deirapporti fra la Chiesa di Papa Bendetto XVI e il governo cinese alla vigilia delle Olimpiadi.

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Da un lato Ronald Reagan, dall’altro Yurii Andropov. All’inizio degli anni Ottanta i rapporti tra le due superpotenze, Usa e Urss, stavano attraversando una fase molto delicata. Quand’ecco affacciarsi, nella notte del 26 settembre, addirittura il rischio di un conflitto atomico.

Il principio secondo cui le aziende sono fatte di persone da gestire in maniera corretta trova conferma anche in Cina. Con tutte le peculiarità del caso, come si è potuto verificare lavorando a un’ampia ricerca sulle gestione delle risorse umane nel grande Paese asiatico.

Secondo la World Bank, il drenaggio dei cervelli dalle aree del mondo povere a quelle ricche ha riguardato nell’ultimo decennio circa 100.000 studenti, 37.000 soltanto in Europa.

Morgan Stanley calcola che i Fondi Sovrani dei Paesi emergenti abbiano in mano un tesoro di 2.500 miliardi di dollari da spendere, che rappresentano circa la metà delle riserve ufficiali di tutto il mondo.

Hanno collaborato a questo numero:
Fabrizio Saccomanni
Donato Speroni
James M. Boughton
Colin I.Bradford Jr
Franco Locatelli
Piero Sinatti
Claudia Astarita
Alessandra Garusi
Stefano Chiarlone
Giovanni Ferri
Maria Cristina Bombelli
Alessandro Arduino
Carlotta Magnanini
Francesca Lancini
Rita Fatiguso
Massimiliano Di Pasquale
Elena Fenili
Francesca Nenci
Vladimir Osakovsky
Hans Holzhacker
Fabrizio Coricelli
Lara Cott
Fabio Mucci
Debora Revoltella
Marco Montanari
Fernando Orlandi
Alessandra Cipolla
Alessandro Giulio Midlarz
Guido Vigna
Franco Botta
Matteo Tacconi
Antonio Barbangelo