n. 30 giugno 2010

Dunque l'Europa si è fermata a mezzo metro dal baratro.
A metà maggio, sotto gli assalti della speculazione finanziaria internazionale, la classe politica ha finalmente rotto gli indugi e ha fatto quello che avrebbe dovuto e potuto fare mesi prima, quando la Grecia non faceva ancora paura a nessuno. L'importante è che, passata la paura, tutto non ritorni come prima. Se c'è una cosa certa, in un mondo globalizzato che produce incertezze di ogni genere, è che l'Europa ha un ruolo e uno spazio soltanto se riesce a far fare un salto di qualità alla propria governance.

Al tema dell'euro e alle sue prospettive è stato ovviamente dedicato il Dossier, con articoli di Paolo Savona, Ulrike Guérot, Marco Annunziata, Matteo Ferrazzi e Fernando Orlandi. Anche la consueta rubrica di Oxford Analytica converge sullo stesso tema.

Sulla Polonia, vittima di una delle più tragiche vicende della storia moderna, segnaliamo un'ampia analisi di Carla Tonini, dell'università di Bologna, e una intervista esclusiva a Zojka e Alicja Kapuscinska, rispettivamente figlia e moglie di Ryszard Kapuscinski.
Di grande interesse anche la mappa delle nuove mafie dell'Est disegnata da Enza Roberta Petrillo, dell'università di Pisa.
Molto spazio, anche su questo numero della rivista, alla Russia di Putin e Medvedev. L'istituto Levada diretto da Lev Gudkov ha analizzato il rapporto tra cittadini e sistema giustizia; Piero Sinatti ha preso in esame  l'evoluzione dei rapporti fra Mosca e Kiev dopo il cambio di governo in Ucraina; Cristina Giuliano ha assistito in anteprima al nuovo film del registra premio Oscar Nikita Mikhalkov.
Sul versante dei diritti umani, infine, Farian Sabahi ha intervistato la ginecologa somala Aisha Omar, impegnata nella battaglia internazionale contro la pratica dell'infibulazione.

Vittorio Borelli

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SOMMARIO

C'è un nuovo fantasma che si aggira per l'Europa ad agitare i sonni delle élite e delle opinioni pubbliche liberali: il populismo.

Dopo l'ingresso nell'Unione europea, nel 2004, la Polonia è cresciuta a un ritmo del 5,4% all'anno, molto più dello sviluppato Occidente (2,0% la media Ue) e di Paesi come il Portogallo (1,1% ) ela Spagna (3%). I motivi di questo sviluppo sono la forza lavoro a basso costo e l'abilità nel copiare i modelli occidentali, il che permette ai polacchi di produrre, soprattutto ne lcampo dell’elettronica, oggetti a bassa/media tecnologia a prezzi concorrenziali. Tuttavia il disastroaereo di Smolensk che, il 10 aprile 2010, ha privato la Polonia di gran parte della sua élite politica, apre nuovi scenari anche in campo economico.

«Quando ero piccola e lui tornava dai suoi viaggi tutti volevano sentire i suoi racconti. Ma lui diceva: "Se racconti disperdi le parole". Quindi le teneva per sé e poi scriveva. In seguito me ne sono andata in Canada. Avevo 22 anni. Tornavo periodicamente in Polonia e mi fermavo una ventina di giorni». Zojka Kapuscinska parla così di suo padre, oggi al centro di grandi polemiche nella sua Polonia. Non
èl’opinione scontata e prevedibile di una figlia. Come dimostraquesta intervista a lei e a sua madre Alicja.

Hanno collaborato a questo numero:
Marco Annunziata
Claudia Astarita
Angelica Attolico
Antonio Barbangelo
Marie Benningsen-Broxup
Aldo Bonomi
Stefano Bottoni
Valerija Brkljac
Emanuele Confortin
Ivo Covic
Massimiliano Di Pasquale
Elena Fenili
Matteo Ferrazzi
Marina Gersony
Cristina Giuliano
Paola Ghirotti
Lev Gudkov
Ulrike Guèrot
Francesca Lancini
Francesca Nenci
Fernando Orlandi
Enza Roberta Petrillo
Roberto Pasca Di Magliano
Alberto Piccinini
Farian Sabahi
Paolo Savona
Piero Sinatti
Matteo Tacconi
Carla Tonini
Vittorio Borelli