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n.32 ottobre 2010


I recenti scioperi nelle fabbriche del Sudest cinese hanno evidenziato il cambiamento generazionale della forza lavoro cinese, portando alla ribalta i balinghou,i nati negli anni Ottanta. .È il loro momento: nelle fabbriche, come nelle società high-tech,in ruoli dirigenziali o come novelli spiriti liberi. .Non hanno vissuto nel mondo maoista, né si sono preoccupati per la sua scomparsa. Pensano che diventare ricchi sia possibile, anche all’interno di uno stato socialista. .Si godono le libertà e sono meglio informati dei propri genitori. Sono i figli di internet.

Agli occhi di 23 milioni di coreani Kim Jong-il è un eroe, una guida assoluta, infallibile e profondamente razzista. Lo era Kim Il-sung prima di lui e dovrà esserlo ora Kim Jong-un. Il problema che per tanto tempo ha afflitto la dirigenza di Pyongyang era proprio trasformare in pochi mesi, a causa delle pessime condizioni di salute del padre, Kim Jong-un in un eroe. Preparando la successione in tempi più rapidi del previsto, costi quel che costi, visto che la posta in gioco è la sopravvivenza stessa del regime.

In poche settimane il Partito laburista è passato da una posizione inattaccabile e dal proporre strategie a lungo termine per il futuro dell'Australia a merce di scarto, con elettori e sostenitori in aperta ribellione alle decisioni personalizzate e frazioniste del partito stesso. Contemporaneamente la coalizione dei Partiti liberale e nazionale d'Australia, che costituisce la parte conservatrice della politica australiana, è passata da una posizione senza speranza al mancare per un soffio una vittoria che avrebbe fatto scalpore.

La Zona economica speciale (Zes) nordcoreana di Rajin-Sonbong, rinominata Rason con la riforma amministrativa del 2004, è da tempo al centro degli interessi di Cina e Russia. Questo sottile lembo costiero presenta alcune caratteristiche che giustificano le attenzioni dei potenti confinanti.  Da un lato permette alla Corea del Nord di confinare direttamente con la Russia, per 17 chilometri, lungo le bocche del fiume Tumen.  Nel contempo questo territorio costituisce un diaframma che inibisce alla Cina e alle sue popolate ed economicamente promettenti province di Nordest l’accesso diretto al Mar del Giappone.

 

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