n.34 febbraio 2011

Gli straordinari contributi di analisi scientifica dell’Istituto Levada di Mosca diretto da Lev Gudkov, pubblicati in esclusiva da east, si arricchiscono di una nuova ricerca. Sotto esame, questa volta, è il modo in cui il mondo ex sovietico guarda all’Occidente. Accanto alla verifica di atteggiamenti del tutto prevedibili (la mitizzazione dell’efficientismo occidentale, per esempio), colpisce un diffusa animosità, anche fra i giovani, tipica di chi si ritiene ingiustamente penalizzato dalla propria arretratezza.
Il Dossier di questo trentaquattresimo numero della rivista, tuttavia, è dedicato alla Cina. Un tema sterminato, ovviamente, ma con l’obiettivo di mettere a fuoco tre aspetti: la questione dell’economia, quella – strettamente interconnessa – dell’ istruzione e quella – apparentemente marginale – di Taiwan. I contributi di Stefano Chiarlone, Claudia Astarita e Simone Pieranni ci fanno fare un deciso passo avanti nella conoscenza dei progressi compiuti dai cinesi in questi campi. Ancora, sul terreno dell’economia, si segnala la bella analisi di Fabio Mucci e Roberta Priore sulle imprese dell’Europa dell’Est dopo la crisi innescata dai mutui subprime.
Particolarmente ricco il carnet dei reportage: da quello del giornalista Rai Amedeo Ricucci sugli alberghi dei “giornalisti di guerra” , a quello di Matteo Tacconi sulla Istanbul di Corrado Alvaro e Edmondo De Amicis , fino a quello di Valeria Fraschetti sulla condizione delle vedove indiane.
Infine, una segnalazione per due servizi fotografici molto diversi, ma entrambi di grande interesse: quello di Donatella Caristina sulla Russia invernale e quello di Giorgio Magistrelli sui bambini dello Xinjiang. Il primo viene accompagnato da un articolo di Cristina Giuliano sulla “grande madre Russia” di Pushkin, Gogol e Tolstoj, il secondo chiude invece il dossier con una pennellata non di folklore ma di umanità. V.B.

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Sommario

La crisi del debito sovrano dell’Eurozona, che sta cambiando voltoalla politica europea, lancia una triplice sfida. La crisi mette alla prova la possibilità di sostenere una moneta unica europea funzionante sulla base di una cooperazione macroeconomica dei suoi Stati membri, fondata su regole, ma sostanzialmente a titolo volontario.

L’atteggiamento dei russi verso l’“Occidente” ha tutte le caratteristiche del supervalore e del risentimento della provincia povera rispetto alla metropoli ricca e sviluppata, tranquilla e forte. È incluso nella struttura stessa dell’identificazione nazionale e nei meccanismi della comprensione di sé: la visione di sé è possibile solo dal punto di vista di un “altro” significativo.

Saggezza e follia. Natura violenta e anima smisurata. Magia di una favola che non sai mai cosa possa riservare. Per il poeta Andrej Belyj “le strade di Pietroburgo posseggono un’indubbia qualità: trasformano in ombre i passanti”. Prima di lui Nikolaj Gogol’, spirito ucraino un po’matto, contaminato dal fascino pietroburghese, affida al diavolo l’accensione dei lampioni sulla Prospettiva Nevskij.