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n.35 aprile 2011


A Shanghai i rifiuti urbani vengono raccolti da persone come Liu Gan. Ma che fine facciano se lo chiedono in pochi. Di fatto in Cina la maggior parte dei rifiuti, una percentuale che si aggira intorno all’87%, viene portata nelle discariche, molte delle quali abusive, nelle zone periferiche delle città. Prive dei più elementari sistemi di prevenzione, queste discariche sono oggetto di accese contestazioni da parte delle popolazioni residenti nei dintorni che, a causa delle infiltrazioni nel suolo, subiscono l’inquinamento delle falde acquifere, oltre all’inevitabile emissione di gas “climalteranti”. La quota dei materiali riciclati in Cina è minima: solo il 7%contro il 40%dell’Ue. Per l’incenerimento le percentuali si abbassano a meno del 5% che finisce per essere incenerito, contro il 20%dell’Ue.

Il decennio della Rivoluzione culturale (1966-1976) è sempre stato considerato uno dei periodi più bui della storia cinese. . Aposteriori questa fase è stata definita “il decennio delle calamità”, il cui inizio ha coinciso con la fine dell’era di Mao Zedong, l’unico leader della Cina popolare che non ha mai smesso di giocare un ruolo importante nella società, nella politica e nella memoria storica del Paese.

Il metodo con cui il Dragone si lancia alla conquista dell’Europa presenta alcune somiglianze con quello già sperimentato in Africa: gli investimenti vengono indirizzati specialmente alla creazione di infrastrutture utili a facilitare l’ingresso delle merci cinesi, si aprono filiali di banche e altri enti finanziari a sostegno delle aziende cinesi all’estero e si favorisce il flusso migratorio di cittadini cinesi da impegnare nei progetti d’investimento. Aquesta tipologia di investimenti se ne affiancano poi altri tra cui quelli in forma di acquisto dei debiti sovrani dei Paesi europei in difficoltà.

Con l’invito ufficiale rivolto dal presidente cinese Hu Jintao al capo di Stato sudafricano Jacob Zuma di partecipare al terzo summit che si svolgerà in aprile a Pechino, i Bric diventano cinque. La scelta cinese ha ufficialmente lo scopo di promuovere lo sviluppo e la cooperazione tra i Paesi emergenti, ma potrebbe nascondere il desiderio della Cina di attuare nuove strategie politiche per assumere un ruolo sempre più importante nel panorama internazionale. . A discapito degli Stati Uniti, innanzitutto.

 

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