n.36 giugno 2011

 

Non era facile, a distanza di settimane, occuparsi del Giappone con qualcosa di nuovo. Ma non potevamo schivare una tragedia così grande e abbiamo puntato sul racconto in presa diretta di tre reporter coraggiosi, curiosi e attendibili: Stefano Carrer, Simone Pieranni e Diana Santini. I loro reportage costituiscono l’ossatura del dossier di questo numero, che comprende anche un’intervista a Pippo Ranci, economista, docente universitario e, soprattutto, ex garante per l’Energia in Italia, e un’analisi delle relazioni fra Cina e Giappone dopo lo tsunami e dopo Fukushima.
Come sempre ricca l’offerta sull’Europa centrorientale, in particolare sulla situazione finanziaria delle famiglie dopo l’ultima “grande crisi”, sulla Polonia alla vigilia del semestre di presidenza europea e sull’Ungheria dopo il varo della nuova (e discussa) Costituzione. Quanto alla Russia, si segnalano gli articoli di Astrit Dakli sul tandem, sempre più presunto, Putin-Medvedev, e di Fernando Orlandi sui rapporti fra Mosca e Pechino. Ma l’approfondimento certamente più sorprendente è quello di Lev Gudkov, direttore dell’Istituto Levada, circa l’opinione che i russi hanno oggi dell’Urss. La ricerca di Gudkov evidenzia come, a vent’anni dalla caduta del comunismo, stia tornando a prevalere un sentimento di rimpianto per il vecchio sistema. Del Kazakistan dopo le elezioni ci occupiamo con due articoli reportage di Wojciech Jagielski e Francesco Guarascio.

Infine due parole su di noi. Allegato a questo numero della rivista gli abbonati troveranno un questionario da compilare. Sappiamo bene che si tratta di una piccola seccatura, ma vogliamo sottolineare che per noi si tratta di una “operazione” importante, pensata per avvicinare sempre di più east ai propri lettori. Il questionario tende infatti ad approfondire sia la domanda che il grado di apprezzamento dei contenuti della rivista e delle modalità attraverso cui vengono proposti. E i non abbonati? Anche a loro chiediamo di compilare il questionario direttamente attraverso il sito della rivista. Per chi ancora non lo conoscesse e non lo utilizzasse, è: www.eastonline.it.
A tutti i lettori che vorranno partecipare, abbonati o non abbonati che siano, offriremo poi un numero gratuito della rivista. Non si tratta di un risarcimento, ma di un sincero e affettuoso ringraziamento per la collaborazione.

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Sommario

La velocità e la potenza delle ondate rivoluzionarie che si sono abbattute sul mondo arabo erano in parte prevedibili, ma sebbene quasi tutti si aspettassero che un bel giorno l’ordine esistente in quei Paesi si sarebbe modificato, nessuno poteva immaginare l’esatta tempistica e le modalità del cambiamento che stava per avvenire.

Molti si chiedono se davvero Medvedev voglia e possa andare fino in fondo con lo smantellamento del capitalismo di Stato costruito da Putin durante i suoi due mandati presidenziali, o se quella in atto non sia piuttosto un’operazione “cosmetica” destinata a garantirgli, magari con l’accordo
dello stesso Putin, in un classico gioco delle parti, un’aura da innovatore davanti all’audience rappresentata dal mondo finanziario e imprenditoriale privato, dall’opinione pubblica liberal e dai governi occidentali .

Il 51%della popolazione pensa di aver perso qualcosa con la caduta dell’Urss. E la stragrande maggioranza è convinta che l’economia statale pianificata funzionasse meglio dell’attuale economia di mercato.

Hanno collaborato a questo numero:
Alessandro Arduino
Federigo Argentieri
Claudia Astarita
Antonio Barbangelo
Stefano Bottoni
Stefano Carrer
Astrit Dakli
Marco Frigerio
Marina Gersony
Paola Ghirotti
Francesco Guarascio
Lev Gudkov
Wojciech Jagielski
Danielkorski
Francesca Lancini
Andrea Maglio
Giuseppe Mancini
Marcomasciaga
Fabio Mucci
Fernando Orlandi
Soli Ozel
Antonio Picasso
Simone Pieranni
Farian Sabahi
Diana Santini
Carla Tonini
Cecilia Tosi
Maria Elena Viggiano
Nick Witney